Matias Pellegrini, la scommessa di Veron

E' un'ala sinistra, gioca nell'Estudiantes, ha 18 anni e ha segnato due gol nelle prime quattro giornate della Superliga argentina. Ha firmato un contratto fino al 2020 con una clausola da venti milioni di dollari
Matias Pellegrini, la scommessa di Veron
Stefano Chioffi
3 min

ROMA - Ha la faccia da studente, gira con lo zaino sulle spalle, gli pronosticano in tanti un futuro d’oro e gli riconoscono valori da potenziale asso. Dai banchi di scuola agli applausi ricevuti con la maglia dell’Estudiantes: Matias Pellegrini ha diciotto anni, è un’ala sinistra, ricama dribbling, è l’ultima scoperta di Juan Sebastian Veron, ex Samp e Parma, ex Lazio e Inter, una lunga storia italiana scandita da trofei e foto in prima pagina. Colpisce per la ricchezza, per la varietà del repertorio, per lo stile, per la capacità di sgommare sulla fascia e disorientare i terzini con le sue finte. Il calcio può diventare il suo palcoscenico. Quattro partite e due gol in 286 minuti nella nuova Superliga argentina. Ha mandato al tappeto il Boca Juniors di Carlitos Tevez (2-0) e domenica notte si è inventato un’altra perla nella sfida con l’Independiente (2-2). 

IL CONTRATTO - Veron lo coccola, lo tratta come un fratello, il primo agosto - negli uffici dell’Estudiantes - gli ha fatto firmare un contratto fino al 30 giugno del 2020 inserendo una clausola da venti milioni di dollari. Matias Pellegrini è mancino, rapido, spigliato, ha le risorse e l’autostima per provare in campo a nascondere il pallone come un prestigiatore. Giovanissimo, ma con una maturità - nei comportamenti - che gli ha permesso di imporsi a livello professionistico e negli schemi di Leandro “Chino” Benitez, il tecnico di un Estudiantes con una rosa composta da ventisei argentini su ventisette: l’unico straniero è l’ecuadoriano Jacob Murillo. 

L’UNDER 20 - Matias Pellegrini indossa la maglia numero 8, è alto un metro e 76, è stato appena convocato nella nazionale under 20 da Lionel Scaloni, scelto dalla federazione anche come ct ad interim dell’Argentina dopo il Mondiale il divorzio con Jorge Sampaoli. Pellegrini è nato a Magdalena, quasi undicimila abitanti, in provincia di Buenos Aires, l’11 marzo del 2000: ha scalato le gerarchie, è diventato titolare nel 4-3-3 di Leandro Benitez, completando un tridente formato da altri due giovani come il centravanti Francisco Apaolaza (classe 1997) e Carlo Lattanzio (1997). 

IL PULLMAN - I dirigenti lo hanno notato da bambino quando giocava nel Crim: è stato tesserato senza altri provini. Ha continuato ad abitare con la famiglia a Magdalena, abituandosi a fare tre ore di pullman al giorno per andare al campo e tornare a casa. Leandro Benitez lo ha visto crescere, è stato il suo allenatore anche a livello giovanile. Il suo idolo gioca nel Barcellona: è Leo Messi, che Pellegrini ha avuto modo di conoscere nel centro sportivo della federazione. E’ sempre stato tifoso dell’Estudiantes: nelle sue interviste non ha mai nascosto la sua stima per José Sosa (ex Napoli e Milan, ora al Trabzonspor) e Joaquin Correa (passato in estate dal Siviglia alla Lazio). E’ stato il capitano della nazionale Under 17 con il selezionatore Miguel Micó.


© RIPRODUZIONE RISERVATA