Verschaeren, l'idolo De Bruyne e il contratto con l'Anderlecht
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Verschaeren, l'idolo De Bruyne e il contratto con l'Anderlecht

Mezzala o trequartista, 17 anni, belga, è stato già promosso titolare: viene paragonato all’asso del Manchester City. È il nuovo tesoro dell’Anderlecht, che nella prossima stagione si affiderà a Vincent Kompany, undici campionati in Premier con il City, nel doppio ruolo di allenatore-giocatore.

ROMA - L’Anderlecht più bello della storia è un viaggio nel tempo che riporta indietro di trentasei anni. Jacky Munaron in porta, il danese Morten Olsen - un generale senza divisa - a comandare la difesa, la regia di Ludo Coek (che in quel periodo si preparava a sposare l’Inter), l’energia e il dinamismo di Franky Vercauteren e dello spagnolo Juan Lozano, lo stile e la generosità di Erwin Vercauteren, la furbizia dell’attaccante Kenneth Brylle. Maggio 1983: 1-0 a Bruxelles e 1-1 in casa del Benfica. La festa, le fotografie con la Coppa Uefa, il gol del danese Brylle in Belgio e la perla di Lozano in Portogallo. L’allenatore era Paul Van Himst. È stato l’Anderlecht dei sogni, una realtà così magica da sembrare quasi astratta nella memoria dei suoi tifosi.

IL PRESENTE - E adesso? Quello dell’Anderlecht è un potere limitato al Belgio, dieci titoli dal 2000 che potrebbero diventare presto undici. L’ultima emozione all’estero risale alla finale di Coppa Uefa persa nel 1990 contro la Sampdoria di Boskov, Mancini e Vialli. In compenso, però, la qualità non manca a livello di settore giovanile, nel pieno rispetto di una nazionale (guidata dal ct spagnolo Roberto Martinez) che si è piazzata al terzo posto al mondiale del 2018 in Russia.

DE BRUYNE - Yari Verschaeren è la grande promessa della scuola dell’Anderlecht. Mezzala o trequartista, diciassette anni, i paragoni con Kevin De Bruyne, uno degli assi del Manchester City di Pep Guardiola, in grado di vincere in questa stagione la Premier League, la Coppa d’Inghilterra e la Coppa di Lega, una tripletta unica nella storia del calcio inglese. E’ il motore del nuovo Anderlecht, che nella prossima stagione si affiderà a Vincent Kompany, undici campionati in Premier League con il Manchester City, nel doppio ruolo di allenatore-giocatore. Destro naturale, un metro e 75, maglia numero 51, venti presenze, due gol (all’Eupen e allo Standard Liegi), quattro assist, promosso titolare nella squadra guidata in panchina dal francese Karim Belhocine.

IL BEVEREN - Vive nel college dell’Anderlecht, trascorre le sue mattine sui banchi di scuola. Una crescita costante: dal debutto in campionato del 25 novembre scorso - rovinato dalla sconfitta sul campo del Sint-Truiden (4-2) - al rendimento sempre determinante nei playoff. Visione di gioco, lanci da manuale, spessore, sostanza, equilibrio tattico. È nato ad Anversa il 12 luglio del 2001, ha cominciato a divertirsi nella scuola-calcio del Beveren ed è sbarcato all’Anderlecht quando aveva nove anni. Alla fine di marzo ha firmato il suo primo contratto da professionista: un triennale che scade nel 2022. Ha un fratello, si chiama Matthias, è il suo primo tifoso. Jean Kindermans, invece, è il tecnico che ha seguito tutto il suo percorso a livello giovanile insieme con il suo collega Mohamed Ouahbi. Dopo ogni allenamento, si ferma a lavorare con i pesi in palestra per irrobustire il suo fisico. È svelto, rapido, non soffre le marcature strette.

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