Waldschmidt, 4 gol nell'Europeo Under 21
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Waldschmidt, 4 gol nell'Europeo Under 21

E’ l’attaccante della Germania baby e il capocannoniere del torneo: ha segnato alla Danimarca e ha firmato una tripletta contro la Serbia. Ha un contratto fino al 2022, costa dodici milioni.

ROMA - La Germania Under 21 si è permessa il lusso di lasciare in barca e al mare quattro giocatori che valgono trecento milioni. Niente Europeo baby, una scelta impopolare. Stefan Kuntz non ha convocato Leroy Sané (Manchester City), Timo Werner (Lipsia), Julian Brandt (Borussia Dortmund) e Kai Havertz (Bayer Leverkusen). Non li ha chiesti in prestito al ct Joachim Löw, ha preferito non pescare dalla nazionale maggiore, anche se a livello anagrafico avrebbe potuto approfittarne e presentarsi con una squadra più ricca, completa e ambiziosa. Ha imboccato questa direzione con la certezza che non si sarebbe ritrovato prigioniero dei rimorsi. E ha avuto ragione lui, Kuntz, molto stimato da Löw. Già, perché la Germania all’Europeo, sta dimostrando di avere lo stesso un’altra marcia: occupa il primo posto nel gruppo B, ha battuto la Danimarca per 3-1 e ha rispedito a casa la Serbia con una lezione difficile da dimenticare (6-1).

LA FORMULA - Il 4-3-3 è il mantra di Kuntz, che sta valorizzando una nuova generazione di talenti, dopo aver già vinto l’Europeo di categoria nel 2017 in Polonia. Incanta Luca Richter, attaccante esterno dell’Augsburg, scoperto da bambino e poi scartato dal Bayern: tre gol e una serie di prestazioni da incorniciare. Ma domina la scena anche Gian-Luca Waldschmidt, nome italiano e una passione per la Vespa, capocannoniere del torneo con quattro gol: ha segnato subito nella gara del debutto con la Danimarca e si è portato il pallone in albergo grazie alla tripletta alla Serbia. Punta moderna, in grado di fare il centravanti e di muoversi sulla fascia: è alto un metro e 81, ha ventitré anni, è nato il 19 maggio del 1996 a Siegen. E’ mancino, gioca nel Friburgo e nell’ultimo campionato si è fatto notare per il suo repertorio completo: veloce, bravo nelle sponde, pronto a danzare sul filo del fuorigioco per sfruttare il suo scatto, la capacità di pungere in contropiede. Tecnica raffinata, nove gol in trenta partite di Bundesliga, uno show cominciato alla terza giornata contro lo Stoccarda e proseguito dalla decima in poi contro il Borussia Mönchengladbach, il Werder Brema, il Lipsia, il Wolfsburg, l’Augsburg, ancora il Werder e il Norimberga.

LA STORIA - Costante la crescita registrata sotto la guida di Chistian Streich, che allena il Friburgo dal 29 dicembre del 2011. Perfetta l’intesa con Nils Petersen, autore di dieci gol in campionato, concluso dal club (tornato in Bundesliga nel 2016) al tredicesimo posto (36 punti in 34 giornate). Aveva sperato di imporsi nell’Eintracht, che lo aveva tesserato a 14 anni. E oggi forse si sarebbe candidato per raccogliere l’eredità di Luka Jovic, classe 1997, 17 gol in Bundesliga e 10 in Europa League, acquistato dal Real Madrid in cambio di sessanta milioni di euro. Figlio d’arte, Gian-Luca: il papà Wolfgang ha indossato la maglia del Darmstadt. Una scalata emozionante: la scuola-calcio nell’Oranien Frohnhausen, l’esperienza nello Juno Burg, il passaggio al Wieseck e nell’estate del 2010 l’ingresso nel vivaio dell’Eintracht Francoforte, poi il prestito all’Amburgo e dalla scorsa estate il Friburgo, dove ha trovato la dimensione ideale per sviluppare questo processo di maturazione che gli ha permesso di farsi largo anche nell’Under 21. Ha un contratto fino al 2022 e costa dodici milioni. Il divertimento è appena cominciato.

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