De Wit si prende le chiavi dell'Ajax
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De Wit si prende le chiavi dell'Ajax

E’ un centrocampista, ha 21 anni, è olandese e si prepara a raccogliere l’eredità di De Jong, ceduto per 75 milioni al Barcellona: dal centro sportivo “De Toekmost” alla Champions.

ROMA - E’ un metodo quasi scientifico: settanta osservatori, ottanta scuole-calcio distribuite in Olanda, una media di tremila bambini selezionati ogni dieci mesi, dodici squadre giovanili, duecento tesserati, tre fasce d’età (dagli otto ai dodici anni, dai tredici ai sedici, dai diciassette ai diciannove), venticinque istruttori, sette campi regolamentari, quattordici spogliatoi, un centro medico all’avanguardia, una foresteria e un college privato con professori di ogni materia. Nascono qui, nel centro sportivo “De Toekomst” (“Il Futuro”, tradotto in italiano), un costo totale di sei milioni di euro all’anno, i nuovi talenti dell’Ajax, che ha coniato una sigla per battezzare la sua ammirata, copiata, e propagandata Academy: “TIPS”, ecco la sigla magica che corrisponde a Technique, Insight, Personality e Speed. Il cerchio perfetto: tecnica, intuizione, personalità e velocità, la sintesi in codice di un 4-3-3 tramandato dai tempi di Rinus Michels fino all’epoca di Erik Ten Hag, che ha eliminato la Juve nei quarti di finale di Champions e ha accarezzato il sogno di riportare l’Ajax in finale dopo ventitré anni.

IL COPYRIGHT - Un club che sposa la gioventù: crescerla, valorizzarla e celebrarla, senza pesare troppo oltretutto sul budget dei genitori che hanno i loro figli nella struttura del “De Toekmost”. L’iscrizione prevede infatti una spesa di quasi cento euro all’anno. Inimitabile il copyright dell’Ajax, tornato campione in Olanda dopo sei stagioni (completando l’opera con la Coppa) e protagonista ai tavoli del mercato, dove ha incassato 75 milioni dalla cessione del centrocampista Frenkie De Jong al Barcellona e ora si prepara a ricevere un bonifico di altri 75 dalla Juventus per il difensore Matthijs De Ligt.

IL RITIRO IN AUSTRIA - L’invidiabile regolarità, però, è quella di riuscire subito ad aprire ogni volta una nuova parentesi, nel pieno rispetto di un sublime ricambio generazionale, che ora vede in vetrina Dani De Wit, l’ultima meraviglia di questa formidabile gioielleria. E’ considerato l’erede più accreditato di De Jong. Regista oppure mezzala, nel segno di un "totaalvoetbal", di un calcio totale, che continua a fare tendenza: ventuno anni, un metro e 84, piede destro, aperture con il compasso e ritmo da maratoneta, organizzazione e senso tattico, titolare nella nazionale Under 21 di Erwin Van de Looi e in grande ascesa nelle gerarchie di Ten Hag, che nel ritiro dell’Ajax in Austria - a Morgen - lo sta provando nel ruolo di De Jong, mentre i dirigenti lavorano per prolungargli il contratto, in scadenza nel 2021.

LA MEDAGLIA DI BRONZO - Dodici presenze tra Eredivisie e Champions, ottantasette minuti in campo, l’anno scorso gli è servito come rodaggio. E’ nato a Hoorn, a 45 chilometri di macchina da Amsterdam, il 28 gennaio del 1998: a undici anni è stato scoperto dai talent-scout dell’Ajax, ha segnato trentotto gol a livello di settore giovanile e nel 2017 ha vinto la medaglia di bronzo con nazionale Under 19 all’Europeo di categoria.

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