Koopmeiners, l’Olanda scopre la mezzala dell’Az Alkmaar

Ha 21 anni, è il capitano di una squadra che sta raccogliendo consensi in Eredivisie e in Europa League, ha segnato otto gol in venti partite tra campionato e coppe. Ha un contratto fino al 2022: l’asta è aperta.

© AFPS
Stefano Chioffi

ROMA - Nell’epoca del grande cambiamento culturale e tattico del calcio olandese, l’Az Alkmaar non aveva voluto seguire l’onda dell’Ajax di Rinus Michels e del Feyenoord di Ernst Happel. Una scelta quasi di principio, quella di restare fuori dal perimetro di una scuola emergente e rivoluzionaria, accettando il rischio di essere considerato antico nella patria del “total voetbal”. Senza copiare uno stile diverso e perdere la propria identità proletaria, l’Az aveva vinto il suo primo titolo nel 1981 con un allenatore tedesco, Georg Kessler, che si ispirava alla Juve di Trapattoni; con un difensore (John Metgod) che si staccava spesso dalla linea a quattro per fare il libero e con un centravanti classico (Kees Kist, 212 gol in Eredivisie) che somigliava a Boninsegna per la struttura fisica e le caratteristiche. I proprietari del club erano due fratelli, Klaas e Cees Molenaar: avevano fatto fortuna fondando un’azienda di elettrodomestici, la Wastora, che produceva soprattutto frigoriferi, regalati nel 1981 ai giocatori come premio-scudetto. 

LA FILOSOFIA - La ricerca dello spettacolo non ha mai rappresentato un culto, una religione assoluta, una priorità per l’Az Alkmaar, che ha attraversato comunque periodi emozionanti con Louis Van Gaal (il tecnico del secondo e ultimo titolo, arrivato nel 2009, grazie ai 23 gol del marocchino Mounir El Hamdaoui, capocannoniere del campionato) e più avanti con un altro maestro come Dick Advocaat, soprannominato il “piccolo generale” per aver collaborato con Michels. Non è mai rimasto legato, però, solo a un concetto, a un’impronta di gioco, a differenza dell’Ajax, del Psv Eindhoven e del Feyenoord, fedeli al “total voetbal”. Ora sta vivendo un’altra fase suggestiva con Arne Slot in panchina: 41 anni, vice di John Van den Brom per due stagioni, promosso a luglio dal presidente René Neelissen. 

LA PARTENZA - Bilancio positivo per l’Az, secondo in Eredivisie (a sei punti dall’Ajax) e secondo in Europa League (dietro al Manchester United). Nella terza giornata del girone L ha travolto per 6-0 l’Astana: 36 tiri, 13 nello specchio della porta, 67% di possesso-palla, 662 passaggi (90% riusciti). Otto gol per l’Az in 270 minuti, è il club che ha segnato di più in Europa League e che ha tirato di più (52 volte, una media di 17,33 a partita) dopo l’Arsenal (10 reti e 58 conclusioni). E la luce di questa squadra giovane e sfrontata, con 23 anni di età media, disegnata con il 4-3-3, è Teun Koopmeiners, uno dei nuovi gioielli del campionato olandese: mezzala, capitano, mancino, cinque gol e un assist in dieci partite in Eredivisie, una doppietta all’Astana in Europa League e un altro gol nel preliminare estivo. In totale, venti presenze e otto gol.

LA TRASFORMAZIONE - Era un difensore centrale. Ha trovato la sua dimensione ideale a centrocampo: interno di sinistra, un metro e 83, ventuno anni, geometrie e corsa, qualità e forza, tackle e resistenza. E’ nato a Castricum il 28 febbraio del 1998, è sfuggito agli osservatori dell’Ajax, gioca nell’Az da quando era bambino, tira bene i rigori e le punizioni. Porta la fascia di capitano anche nell’Olanda Under 21, ha un contratto fino al 2022 e la valutazione del suo cartellino è salita a sette milioni e mezzo. Van den Brom lo ha lanciato e ha cominciato a lavorare sulla sua trasformazione tattica. Slot gli ha consegnato pieni poteri nell’Az, che sogna un’impresa in Europa: nel 1981, in finale, il club di Alkmaar perse una Coppa Uefa contro l’Ipswich, allenato da Bobby Robson e trascinato da John Wark e Paul Mariner, da Arnold Mühren e Alan Brazil. Un brutto ricordo da cancellare.

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