Cucurella e l’inverno caldo del Getafe

E’ un esterno sinistro, ha 21 anni, è arrivato in prestito dal Barcellona e sta vivendo una stagione da favola con la squadra allenata da Bordalas: terzo posto nella Liga, il sogno della qualificazione in Champions e il 2-0 all’Ajax nella gara d’andata dei sedicesimi di Europa League. Titolare anche nella Spagna Under 21, è stato seguito dal Milan
Cucurella e l’inverno caldo del Getafe© EPA
Stefano Chioffi
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ROMA - Nell’epoca delle mode e delle etichette, del tiki-taka e del “Guardiolismo”, del calcio heavy metal di Klopp e del “Sarrismo”, c’è ancora qualche allenatore che considera il contropiede un’arte e non un’offesa, uno sfregio, alla modernità. Giocare in verticale, con intelligenza e velocità, aspettando di trovare l’autostrada giusta per colpire di rimessa. Furbizia, pazienza, metodo, la capacità di attendere. Contropiede: ecco la password, la parola chiave, del Getafe, dove equilibrio e sostanza contano più dell’estetica e dello spettacolo. Era considerato, fino a poco tempo fa, il club della periferia di Madrid, perché il centro della città è a dieci minuti di metropolitana dalla capitale. Ma il Getafe, con il suo monte stipendi di 63,7 milioni, il dodicesimo della Liga, una goccia nell’oceano rispetto agli stipendi del Barcellona (656) e Real (641), è terzo in classifica in campionato e ha concrete possibilità di eliminare l’Ajax nei sedicesimi di Europa League dopo il 2-0 dell’andata, firmato dai brasiliani Deyverson e Kenedy, in prestito dal Chelsea.

LA PANCHINA - José Bordalas, 55 anni, è l’allenatore del Getafe. E’ partito nel 1993 dalla panchina dell’Alicante B e ha sposato un concetto preciso: il divertimento nasce dal risultato. E con il suo 4-4-2 e il suo contropiede, che in Spagna chiamano “contragolpe” e che in Inghilterra si traduce in “counterattack”, Bordalas ha rovesciato ogni logica nelle prospettive del Getafe, che può centrare la sua prima qualificazione alla fase a gironi di Champions: 42 punti in 24 partite, dodici vittorie e solo sei sconfitte, trentasei gol realizzati e ventidue subiti, +2 sull’Atletico Madrid di João Felix (costato 128 milioni) e del Siviglia di Monchi (che ha speso 178 milioni sul mercato). E i meriti appartengono a Bordalas, quarta stagione nel Getafe e un contratto fino al 2022. Razionalità, ritmo, corsa, organizzazione, una squadra low cost costruita attraverso la qualità delle idee. Non solo Kenedy, arrivato gratis dal Chelsea, ma anche Cucurella, esterno destro ottenuto in prestito dalla “cantera” del Barcellona.

L’IMPRESA - Giovedì scorso, il Getafe ha ridimensionato l’Ajax delle meraviglie, che sta accusando in Europa una fase di involuzione dopo le cessioni di De Ligt e De Jong. Il modulo è la prima certezza: 4-4-2. Soria in porta, Suarez e Olivera sulle fasce, Etxeita e il capitano Djené al centro della difesa. A centrocampo, Nyom si muove sulla lato destro, mentre a sinistra c’è Cucurella. Arambarri e Maksimovic pedalano e si preoccupano di alimentare il gioco e di proteggere Etxieta e Djené. In attacco, Deyverson e Mata, che si alterna con Kenedy, 24 anni, ex Fluminense. Il Getafe si è garantito un diritto di riscatto sul cartellino di Kenedy. Stessa opzione ottenuta dal Barcellona per Cucurella, preso in estate dal presidente Angel Torres Sanchez (68 anni, che ha cominciato la sua carriera di imprenditore nel settore edile).

LA FASCIA - Cucurella è mancino, ha 21 anni, capelli ricci e banda elastica. Nel suo ruolo di esterno rappresenta una delle novità della Liga: intensità, dribbling, ventiquattro presenze, un gol al Valladolid, cinque assist, un lavoro prezioso in costruzione e anche in marcatura. E’ titolare anche nella Spagna Under 21. E’ nato ad Alella, in Catalogna, il 22 luglio del 1998, è cresciuto nel Barcellona, è alto un metro e 75, pesa 70 chili, vale quindici milioni. Ha un contratto fino al 2021, è alla seconda stagione da titolare nella Liga, dopo la positiva esperienza vissuta nel 2018-19 nell’Eibar (31 partite, un gol e due assist): il club blaugrana, rivale del Napoli negli ottavi di Champions, potrà esercitare comunque un diritto di “recompra”, fissato in quattro milioni. Ha fatto parte di tutte le nazionali giovanili della Spagna. I compagni lo chiamano Cucu, è stato seguito anche dal Milan.


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