Il Ritorno di Mary Poppins, interviste al cast del film
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Il Ritorno di Mary Poppins, interviste al cast del film

Emily Blunt, Lin-Manuel Miranda, Ben Whishaw e Emily Mortimer hanno raccontato i loro personaggi a Sonia Serafini di Cinefilos.it

Al cinema dal 20 dicembre, Il Ritorno di Mary Poppins è uno dei grandi appuntamenti del Natale 2018 al cinema. Cinefilos.it ha avuto modo di intervistare il cast del film a Londra, durante la premiere europea. “Su questo set sono stato uno studente, ho cercato di apprendere più che ho potuto, perché sapevo che era un’occasione unica.” Esordisce così Miranda parlando del suo coinvolgimento nel film. “Mi ha spinto fuori dalla mia confort zone, mi ha spinto a ballare e cantare e non ho mai ballato prima d’ora!”. Quando la conversazione si è spostata sul musical e sul suo ritorno in voga, Miranda ha dichiarato: “La gente vuole vedere film per evadere, non è casuale che ci sia un ritorno di questo genere, basti pensare a A Star Is Born, Mamma Mia – Here We Go Again, Bohemian Rhapsody, The Greatest Showman. C’è bisogno di questi film per staccare dalla situazione attuale in cui ci troviamo. Il ritorno di Mary Poppins è un film per tutte le età, ci si può rispecchiare in qualsiasi fase della vita.”

 

Emily Blunt si concede con piacere dichiarando che “non solo da piccoli si ha bisogno di una tata, io dopo questo junket potrei pensare di prenderne una!”. Quando le viene chiesto cosa pensa di Mary, se può essere definita una donna forte, l’attrice risponde sicura: “Non credo che essere una donna forte la identifichi, non si direbbe mai di Bruce Willis, diremmo di lui solo che è fantastico. Io trovo Mary potente. Quando pensi a lei pensi a te stesso bambino, tutto ciò scatena in te un senso di nostalgia che ti fa provare una profonda connessione. È stato splendido interpretarla, Rob Marshall poi è un vero genio, un uomo elegante, meticoloso, che ogni giorno ha reso speciale il set non facendoci mai sentire la pressione. In più Lin è una persona stupenda con la quale lavorare, ogni giorno arrivava pieno di speranza, è come un bambino che porta eccitazione in tutto quello che fa, è meraviglioso avere qualcuno del genere vicino mentre lavori.”

Ben Whishaw e Emily Mortimer sono Jane e Michael da adulti. “È un legame che abbiamo sentito subito – afferma Emily – Quando percepisci di conoscere qualcuno, e gli vuoi subito bene, siamo stati fortunati a trovarci”. Emily è una sognatrice, afferma che bisogna continuare a credere nella magia affinché le cose belle accadano: “Quando la vita diventa difficile, viviamo alcune cose tristi e cresciamo, in quel momento è importante mantenere il nostro lato infantile. È molto bello che Mary Poppins sia tornata per ricordarci tutto questo.” Ben, fresco di nomination ai Golden Globe per la sua interpretazione in A Very English Scandal, è d’accordo con la “sorella”: “Siamo tutti bambini, dentro di noi. Se lo potessimo ammettere il mondo sarebbe di sicuro un posto migliore. Da piccolo ero ossessionato con Mary Poppins, non potevo neanche immaginare di essere in un film del genere, anche se non ho mai preso parte ad un musical, non sono un cantante ma ho comunque trovato il modo per far arrivare il messaggio, seppur senza tecnica. È una scena imperfetta, quella in cui canto, ma funzionale”.

Rob Marshall è il direttore d’orchestra di questa opera; lui, specializzato in musical, coreografo prima e regista poi, si è lanciato in una vera e propria sfida, come da lui stesso dichiarato: “Non ho mai fatto un musical originale, tutto quello che ho fatto veniva dal teatro, questo film è stato una vera sfida. Gli effetti speciali sono parte integrante della sfida, ma quello che hanno fatto nel primo film è stato così iconico che mi sarebbe dispiaciuto non ricreare quell’atmosfera, è stato molto più costoso, impegnativo e ha richiesto molto più lavoro, frame by frame in animazione tradizionale che in visual effect.  Devo dire però che ho amato lavorare così, è stata un’esperienza splendida. La prima scena che abbiamo girato è stata il ballo con i pinguini, per vedere se funzionava tutto insieme e come sarebbe stato l’effetto. Per capire anche cosa cambiare e come lavorare.”

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