“Niente di speciale”, la lezione straordinaria di Nicole Orlando nel documentario di Alessio Di Cosimo
C’è un titolo che suona quasi come una provocazione, Niente di speciale, e invece racconta una storia che speciale lo è eccome. Il documentario dedicato a Nicole Orlando, atleta paralimpica e campionessa pluripremiata, porta sullo schermo un percorso umano e sportivo che va ben oltre il risultato. Alla regia c’è Alessio Di Cosimo, autore romano che negli anni ha costruito un cammino coerente e riconoscibile, fatto di storie vere, sensibilità e sguardo diretto.
Prodotto da Unicorn in collaborazione con Rai Documentari, con il contributo del Mic, il film che sarà trasmesso in seconda serata su RaiDue il 6 marzo, segue Nicole nei suoi contesti più intimi e quotidiani, intrecciando immagini d’archivio, interviste e momenti di vita vissuta. Non c’è retorica, non c’è la facile scorciatoia del racconto edificante: Di Cosimo sceglie una narrazione pulita, rispettosa, capace di restituire complessità e normalità insieme. È qui che il documentario trova la sua forza: mostrare come la sindrome di Down non sia un limite, ma una condizione che non impedisce di sognare, competere, vincere.
Nicole Orlando non ha bisogno di presentazioni nel mondo sportivo. Velocista, specialista nei 100 e 200 metri, ma anche protagonista nel lancio del giavellotto, nel salto in lungo e nel triathlon, disciplina nella quale detiene un record mondiale, Nicole incarna un’idea di sport fatta di disciplina, sacrificio e passione. Il documentario la racconta senza filtri, lasciando spazio ai sentimenti, alle difficoltà, alle conquiste. Accanto a lei emergono le voci di chi l’ha accompagnata nel percorso personale e agonistico: la mamma, la sorella, e una serie di testimonianze che uniscono mondi diversi.
Tra gli interventi spiccano quelli di Gianni Morandi, Milly Carlucci, Javier Zanetti e Carolyn Smith, insieme a Stefano Oradei, volto noto di Ballando con le stelle. Presenze che non fanno da semplice cornice, ma contribuiscono a delineare il profilo di Nicole come atleta, donna e personaggio pubblico. A dare ulteriore profondità al racconto ci sono anche le riflessioni del presidente del Comitato Italiano Paralimpico e del presidente della Federazione Italiana Sport Disabili Intellettivo Relazionali, a sottolineare il valore sociale e culturale dello sport paralimpico.
Ma Niente di speciale è anche, e forse soprattutto, un tassello importante nel percorso artistico di Alessio Di Cosimo. Nato a Roma nel 1985, Di Cosimo arriva al cinema dopo un inizio nel teatro OFF romano, dove tra il 2009 e il 2012 porta in scena opere che attirano attenzione e pubblico. Il passaggio dietro la macchina da presa avviene nel 2013 con un cortometraggio sul tema della dipendenza dal gioco d’azzardo, seguito da ROSA, premiato in diversi festival nazionali. Da lì in avanti, una filmografia che alterna corti e documentari, sempre legati a tematiche forti e a figure emblematiche.
Nel 2017 dirige ‘Tizzo’ – Storia di un grande campione, dedicato al pugile Emiliano Marsili. Poi arrivano lavori come Per Sempre, premiato ai Nastri d’Argento, Barber Ring e Come un padre, intenso ritratto di Carlo Mazzone che coinvolge grandi nomi del calcio internazionale. Un percorso che dimostra una cifra stilistica precisa: raccontare persone prima ancora che personaggi, scavare nelle storie senza tradirne l’autenticità.
Con Niente di speciale, Di Cosimo conferma questa identità. Il suo sguardo su Nicole Orlando evita pietismi e semplificazioni, scegliendo invece la strada più difficile: quella della verità emotiva. Il risultato è un’opera che parla allo sport, ma anche a chi nello sport cerca qualcosa di più di una medaglia. Perché, come suggerisce il film, non serve essere “speciali” per compiere imprese straordinarie. Basta crederci, lavorare, non arrendersi. E in fondo è questa la lezione più potente che Nicole Orlando consegna allo spettatore: la normalità può essere la forma più autentica dell’eccezionalità.