L'importanza delle sale lan per gli esports

La Corea del Sud, faro internazionale per quanto riguarda i videogiochi competitivi, puntò tutto sulle sale LAN agli inizi degli anni 2000 per diventare la superpotenza odierna.
L'importanza delle sale lan per gli esports
Tagssale lan

Solitamente Corea del Sud è sinonimo di esport in tutto il mondo. La nazione asiatica è una delle più avanti per quanto riguarda la scena nazionale locale, la generazione di talenti internazionali e l’organizzazione di tornei. Non solo esport, però, grazie a software house come NCSoft o Nexon, la firma coreana è importante globalmente anche nello sviluppo dei videogiochi. Tuttavia, storicamente, la Repubblica Coreana non è mai stata una nazione che si è distinta nel mercato del gaming. La transizione per renderla un gigante in questa industria è frutto degli ultimi vent’anni di strategia da parte del governo di Seoul e della presenza massiccia di sale LAN.

Cosa sono le sale Lan

Si tratta di locali che permettono di socializzare tramite l’utilizzo di PC connessi a dei giochi online, diventati dei veri e propri luoghi di aggregazione che tuttavia in Italia nelle ultime settimane sono andati incontro a delle problematiche burocratiche e di liceità sollevate dall’ADM, Agenzia delle Dogane e Monopoli, frutto dell’immobilismo legislativo degli ultimi trent’anni sul tema in questione.

I Pc Bang coreani

Al contrario in Corea del Sud il proliferare dei cosiddetti PC Bang è stato coraggiosamente invogliato da istituzioni e capitali per almeno un decennio. L’evoluzione del fenomeno esport in Corea del Sud è spiegata nel libro del professor Dal Yong Jin edito da MIT Press e pubblicato nel 2010 chiamato “Korea’s Online Gaming Empire”. All’interno del saggio è raccontato come l’impianto statale del Paese Asiatico sia stato coinvolto praticamente a tutti i livelli nello spingere il settore esport dalla fine degli anni 90 in poi. Grazie all’interesse e alla passione di un intero popolo verso il gaming competitivo, visto come una pratica sociale positiva e come un passatempo costruttivo, in Corea del Sud sono stati creati posti di lavoro e aziende rilevanti a livello mondiale, oltre ai migliori giocatori esport del Globo.

Il Langate italiano

L’ultimo scandalo italiano, il LANGATE di cui tanto si sta dibattendo in questi giorni, risulta quindi ancor più anacronistico pensando a ciò che succedeva vent’anni fa in Corea. L’arretratezza tecnologica del nostro paese è una ferita aperta con la community dei gamer, solitamente giovani, il cui passatempo viene derubricato a perdita di tempo nella migliore delle ipotesi. Solitamente viene additato come pericolo, come recentemente accaduto con l’accostamento tra i videogiochi e le droghe come la cocaina.

La Francia esports di Macron

Mentre nel mondo, quindi, si contano i guadagni prodotti dalla multimiliardaria industria del gaming, i giovani italiani vengono buttati fuori dalle Sale LAN, luoghi strettamente controllati e pieni di possibilità, e invitati ad abbandonare del tutto una passione considerata un lavoro anche dal presidente francese Emmanuel Macron. La speranza è che grazie all’unità di intenti e alla compattezza che il settore esport sta dimostrando in questo momento si possa ricominciare a parlare molto presto di Sale LAN e tornei esport grazie ad un intervento del legislatore che proietti il nostro Paese verso il futuro.

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