Call of Duty: a Lucca cinque giorni da star per il nuovo titolo Activision
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Call of Duty: a Lucca cinque giorni da star per il nuovo titolo Activision

Al Baluardo San Regolo i fan della serie hanno potuto provare il gioco, vivere esperienze uniche e partecipare ad attività correlate, oltre alla possibilità di incontrare uno degli sviluppatori del gioco: Bernardo Antoniazzi.

Come preannunciato Call of Duty: Modern Warfare è stato tra i principali protagonisti dell’edizione 2019 del Lucca Comics & Games, che si è svolta tra il 30 ottobre e il 3 novembre. Nella suggestiva cornice del Baluardo San Regolo i fan della serie si sono messi alla prova con il nuovo Call of Duty: Modern Warfare sia su PlayStation 4 che su PC, per poi cimentarsi in numerose attività esperienziali a tema - come l’emozionante percorso militare nei sotterranei con equipaggiamento da softair – incontrando poi i volti della community nel corso di cinque giorni all’insegna dell’unione e del divertimento.

L’appuntamento si è aperto con un panel basato sul concept del rapporto tra finzione e realtà in cui lo sviluppatore del gioco Bernardo Antoniazzi e l’ex incursore dell’esercito italiano Claudio Spinelli hanno dato testimonianza della propria esperienza. “Sono successe tante cose nella prima trilogia di Call of Duty Modern Warfare: lanci di testate nucleari, la Russia che invade gli Stati Uniti, Il Presidente russo che viene prima sequestrato e poi salvato dai nostri ranger. Questa volta volevamo raccontare una storia più realistica e contemporanea nelle ambientazioni, nell’azione e nei dettagli, ma sempre con l’obiettivo di intrattenere”, ha spiegato Antoniazzi.

Il lavoro di Antoniazzi – Principal Technical Artist di Infinity Ward - è stato fondamentale proprio per conferire il massimo realismo ad ogni dettaglio del gioco, specialmente a quelli che riguardano i volti e i dettagli fisici dei personaggi: “per catturare e riprodurre le performance degli attori ho messo a punto la ‘Sala dei Fotogrammi’. Si tratta di 60 macchine fotografiche sincronizzate che catturano l’immagine da ogni angolazione e che creano un modello 3D della persona. Poi ci sono altri sistemi di fotogrammetria per generare i modelli degli oggetti di media grandezza. Perciò si ricerca l’attrezzatura fisicamente, si aggiungono macchie e segni di usura, poi si cattura l’immagine. Una volta catturati personaggi e attrezzatura si lavora su ogni dettaglio e li si inserisce nel gioco. È stato un lavoro lungo e complesso, ma siamo orgogliosi di aver portato sugli schermi dei videogiocatori di tutto il mondo un prodotto di grande livello”, ha concluso lo sviluppatore.

Servizio a cura di GEC - Giochi Elettronici Competitivi

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