Da Overwatch a League of Legends: la storia di Midna

Dopo anni passati sul titolo Blizzard, diventando uno dei punti di riferimento della community italiana, oggi punta a diventare un giocatore professionista su League of Legends.
Da Overwatch a League of Legends: la storia di Midna
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È ormai passato circa un mese da quando la beta di Overwatch 2, il secondo capitolo del titolo Blizzard, ha fatto il suo ingresso pubblico nel mondo del gaming, nel tentativo di risollevare le sorti di un gioco che per due anni non ha sostanzialmente ricevuto alcun nuovo contenuto. Eppure non tutti sono interessati, persino chi su Overwatch ha passato anni della propria vita, dedicandogli tempo e risorse e raggiungendo risultati importanti, rappresentando anche il proprio paese.

La storia di Midna

A cavallo tra il 2017 e il 2019 Lorenzo “Midna” Nulli, il cui nickname arriva dalla sua passione per il videogioco Zelda, è stato uno dei migliori giocatori italiani di Overwatch: primo italiano ad approdare agli Overwatch Contenders, nonché più volte selezionato per la nazionale azzurra di Overwatch per la World Cup e protagonista della prima storica vittoria dell’Italia nella competizione contro la Polonia. Oggi 23 anni, tra lo streaming e tentativi di approccio verso altri giochi, si è innamorato di League of Legends, decidendo di intraprendere una carriera competitiva sul titolo di Riot Games.

Il passato su Dota 2

Passare a livello professionistico da un titolo all’altro non è facile e in pochi ci riescono. Overwatch e League of Legends, poi, sono titoli differenti nonostante abbiano qualcosa in comune. La verità è che tanta esperienza odierna arriva da Dota 2, dove Midna ha passato più di 10.000 ore di gioco negli anni precedenti. “Tuttavia non ho mai giocato realmente competitivo su Dota 2”, ci ha raccontato Nulli: “La competizione vera e propria è arrivata con Overwatch: è lì che ho iniziato a giocare con la mentalità di voler migliorare davvero. Forse è proprio questa mentalità, questa metodologia del pensiero competitivo di migliorare e mettersi al servizio dei compagni nel team, che mi porto dietro da Overwatch, al di là delle differenze enormi di gameplay tra i due titoli.”

L’età conta?

Negli ultimi anni l’età media nel mondo esports si è alzata e oggi a 23 anni si hanno ancora tante possibilità. “È vero, ma dipende dagli obiettivi di ognuno”, prosegue Midna: “Se prendiamo Quake o Cs:go ci sono giocatori anche ampiamente sopra i 30 anni che giocano ai massimi livelli. Quella dei riflessi è quasi una leggenda, un luogo comune, perché è l’esperienza a fare la differenza. Tuttavia pensare di poter arrivare al mondiale del proprio esports partendo da zero a 23 anni forse è utopistico ma nel mio caso l’obiettivo è il Pg Nationals, un traguardo raggiungibile.”

Dal Tormenta alla Serie A

È probabilmente anche l’attuale sistema competitivo di League of Legends, a differenza di quello di Overwatch, che permette di poter pensare a una scalata. Il circuito, in Italia gestito da PG Esports, mostra chiaramente quali sono i passi da fare per arrivare al professionismo, partendo dalla serie amatoriale, il Circuito Tormenta, per passare alla serie cadetta Proving Grounds fino al campionato italiano del PG Nationals. “Devo ammettere che sono rimasto positivamente sorpreso e colpito dell’organizzazione e della struttura del Circuito Tormenta”, conclude Nulli: “Ci sono le LAN, vanta esposizione mediatica, crea interesse, Riot Games e PG Esports per prime investono in questo circuito, un comportamento assolutamente non scontato.”

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