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VALORANT, il nuovo titolo di Riot Games verso l'esport

Il nuovo titolo di Riot Games, VALORANT, è stato annunciato dagli sviluppatori, ponendo le basi per un allargamento esportivo ulteriore 

VALORANT, il nuovo titolo di Riot Games verso l'esport

VALORANT sarà il nuovo titolo di Riot Games. Il videogioco, sparatutto tattico in prima persona, prende spunto da altri videogiochi importanti della scena esport affermata, tra i più importanti Overwatch e CS:GO.

Riot Games e il tema esport

VALORANT, in quanto nuovo titolo della casa di sviluppo più importante della scena esportiva mondiale (Riot Games), parte avvantaggiato nella sua costruzione esportvia, anche se attualmente il gioco non solo non è un esport, ma ancora non è uscito. L'uscita del titolo è infatti prevista per questa estate ed è attualmente in fase di programmazione e test.
Ma allora perchè si parla già di nuovo titolo esport? 

La risposta è molto semplice. L'unione tra sparatutto e Riot Games provoca nella mente dei videogiocatori con un po' di esperienza alle spalle e degli esperti del settore un'immagine futura: VALORANT nuovo titolo esport. Riot Games, tramite il lavoro fatto con League of Legends, ha dato prova di sé stessa mostrando al mondo la capacità d'intrattenimento che l'esport può portare, fissando anche un target qualitativo di tutto il settore, chi non lo rispetta non può più far parte del mondo che noi chiamiamo esport.

Se all'esperienza di Riot Games si aggiunge anche il fattore sparatutto, uno dei primi generi rilevanti dal punto di vista competitivo, l'immagine che ne deriva non può essere diversa da VALORANT come nuovo titolo esport di Riot Games.
Ma VALORANT non è un esport e non lo sarà ancora per un po'. In primo luogo perchè non è fisicamente giocabile, in secondo luogo perchè manca la struttura esportiva che la stessa Riot ha posto come base per presentare un prodotto esportivo. 

Esport o non esport?

La linea che differenzia un esport da un videogioco competitivo non è così labile come molti pensano. Il videogioco è forma d'intrattenimento privata (singola o di gruppo non fa differenza, si pensi al Super Mario giocato 30 anni fa e il Super Mario di adesso: entrambe esperienze d'intrattenimento una singola, l'altra anche di gruppo) e il passaggio a esport è un processo lungo e a volte anche costoso. Si necessita una competizione, spesso interna al gioco, dove qualcuno vince e gli altri perdono. Si necessita una struttura di allenamento (composta da squadre di giocatori, allenatori, staff dirigenziale, sponsor, ecc). Si necessita un'organizzazione esterna al gioco che gestisca la competizione stessa, dove solo i più forti possono accedere e competere.
Se queste ultime vengono a mancare, non siamo in presenza di un esport.

Un paragone per comprendere al meglio la situazione può essere il calcetto: videogioco, videogioco competitivo ed esport, sono paragonabili a partita di calcetto con gli amici, torneo di calcetto di squadre (più o meno amatoriali) della zona e la Serie A di calcio a 5 (e le relative leghe inferiori). Un videogioco può diventare esport, se riesce a costruire e sostenere una struttura competitiva professionistica.

VALORANT sarà un esport?

Parlando con gli sviluppatori di VALORANT alla domanda "Il nuovo titolo è un esport?" la risposta è stata piuttosto netta e comprensibile: "No, non ancora, anche se noi ci auguriamo che lo diventi".

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