Sparks campioni: parla il manager Francesco
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Sparks campioni: parla il manager Francesco "Kira" Albanese

In occasione della finale dei PG Nationals, abbiamo fatto qualche domanda al manager degli Sparks, chiedendogli di più sulla nuova gestione e sul traguardo raggiunto in questo primo Torneo disputato.

Un ottimo risultato quello ottenuto in questo primo anno di Sparks. Quanto merito ha il contributo di Campus Party in questo importante traguardo?

Il risultato che abbiamo ottenuto è frutto dell’attuazione di un percorso studiato a tavolino dal momento del rebranding. Da quando campus party ha voluto unire gli intenti con noi per costituire questa nuova società, abbiamo avuto i mezzi, le risorse soprattutto strutturali e le competenze per riuscire a costruire quello che avevamo in mente da praticamente due anni.

Sia Librid che Cristo sono stati insigniti di due enormi riconoscimenti: rispettivamente miglior giocatore e miglior coach dello Split. Cosa comporta da un punto di vista interno alla società e quanto incide sulla mentalità degli altri giocatori?

Sicuramente sin dall’inizio nel gruppo c’era fiducia reciproca, e ogni membro del team conosceva debolezze e punti di forza degli altri. Il bello di questi riconoscimenti è riuscire ad avere un feedback dalla community su quello che abbiamo dimostrato e sul fatto che ciò che abbiamo fatto è stato apprezzato dal pubblico. Siamo estremamente contenti di avere il miglior coach di tutto lo split e il miglior coach del campionato, ed è sicuramente una medaglia che indossiamo volentieri.

Come società offrite corsi di eSports nelle scuole, e tu stesso sei uno degli unici due professori in Italia. Non è da tutti promuovere un’iniziativa simile, specialmente considerando che spesso i videogames sono considerati un qualcosa che allontana i giovani dallo studio. A cosa puntate con questi corsi e qual è il feedback che ricevete a riguardo?

Con questi corsi l’obiettivo è quello di comunicare e parlare la stessa lingua degli studenti, riuscendo così attraverso gli esports e i videogiochi competitivi a trasmettere ad altri quelle competenze come leadership, comunicazione, gestione del gruppo ecc, che sono cose che possiamo applicare al mondo degli esports, ma che poi si riflettono anche sul mondo del lavoro. il feedback è stato estremamente positivo, sia per i singoli incontri che abbiamo fatto nelle scuole che per quelli nei programmi didattici che stiamo portando avanti ormai da settembre 2018.

Quali sono gli obiettivi futuri dei Campus Party Sparks, sia come squadra che come società?

Grazie alla partecipazione di Campus Party in questo progetto, lo scopo è quello di internazionalizzare il tutto. Partiamo dall’Italia perché teniamo particolarmente a questo ambito, ma poi l’obiettivo è quello di replicare nei prossimi anni quello che stiamo facendo ora. 12 nazioni in tutto il mondo sono un ottimo panorama da cui partire per affacciarci meglio sulla scena esports più largamente intesa.

Da interno al settore, cosa pensi della piega che stanno prendendo gli eSports in Italia? Quanto sono importanti eventi come questo per la crescita del panorama?

Un evento come questo è certamente fondamentale per riuscire a far vedere all community e agli appassionati che si sta realizzando qualcosa di unico e appassionante, ma anche perché sono occasioni per mostrare a chi è esterno a questo mondo che ci sono delle reali competenze messe in campo e delle grandi risorse impiegate per riuscire in queste occasioni. Sono soddisfatto di questo avvio del 2019 perché sto notando che sempre più aziende esterne si stanno interessando all’investire in organizzazione ed eventi esports e mi auguro che il numero continui a crescere.

Cosa rende gli Sparks diversi da tutte le altre squadre e società?

Campus party sparks è differente perché parte da un progetto amatoriale cresciuto su un marciapiede e, grazie alle competenze personali siamo riusciti, rifiuto dopo rifiuto e porta chiusa dopo porta chiusa, a cercare e trovare un partner molto affidabile e ben strutturato per riuscire a fare il salto di qualità a livello professionistico. Questa è la storia che tutti gli appassionati di esports e di questo settore vorrebbero percorrere.

Servizio a cura di GEC - Giochi Elettronici Competitivi

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