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Il coronavirus entra nell'esport, Cina e Giappone si mobilitano

Nelle leghe orientali di League of Legends, squadre e organizzazioni si stanno muovendo contro il coronavirus

Il coronavirus entra nell'esport, Cina e Giappone si mobilitano
© Riot Games

Il coronavirus è ormai su tutti i giornali. La malattia, che si sta rapidamente diffondendo in tutto il mondo, spaventando e mobilitando.
Se da un lato sono già state spostate le fasi preparatorie delle Olimpiadi in varie località limitrofe al Giappone, dove i giocatori saranno tenuti probabilmente in quarantena, e molte delle competizioni potrebbero venir spostate al chiuso. Dall'altro sono proprio i diretti interessati della zona considerata l'epicentro di diffusione del virus a mobilitarsi per prendere delle contromisure, negli esport così come negli sport.

Cina - I campioni del mondo del 2019, i FunPlus Phoenix, hanno donato circa 300 mila dollari per aiutare Wuhan, l'epicentro di diffusione del coronavirus. La città è infatti in quarantena e gli aiuti della squadra sono stati di tipo prevalentemente materiale, come strumenti di "protezione e salvaguardia" medica, ma anche supporto economico diretto. 
Per rispondere alle esigenze di salute, Riot Games ha interrotto la seconda settimana di competizione della lega cinese, la LPL (LoL Pro League), dichiarando con un post su Twitter:

"Abbiamo deciso di posticipare la week 2 delle LPL, finché non potremo garantire la sicurezza e il benessere di giocatori e fan" 

Corea - La Corea del Sud è la "patria" degli esport ed è informalmente la nazione che ne sancisce le regole non scritte. Proprio loro sono stati tra i primi ad organizzare incontri stampa (media day) con i media interessati e il pubblico. Ma la presentazione di quest'anno seguirà un percorso differente dagli altri anni: il 5 Febbraio non potrà partecipare il pubblico. Inoltre, c'è la possibilità di posticipare l'inizio della competizione coreana stessa: la LCK (League Championship Korea).

Ancora una volta, così com'è stato per gli incendi in Australia o per l'eruzione del vulcano Taal nelle Filippine, organizzazioni professionali, e non, del mondo dell'esport si stanno muovendo in auito, sostegno e prevenzione della situazione umanitaria, a sottolineare, ancora una volta, come non si è poi così diversi.

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