F1, Hamilton esclusivo: «La Ferrari sta facendo miracoli»© Getty Images

F1, Hamilton esclusivo: «La Ferrari sta facendo miracoli»

Il pilota inglese: «È vicina, mi giocherò il titolo con Vettel». E lascia capire di avere la Rossa nel destino
Pasquale Di Santillo
4 min
MONZA - Roscoe ronfa pacioso, Lewis risponde sorridendo. Le domande arrivano senza soste, lui non ne scansa una mentre solleva le gambe del suo ormai famoso british bulldog per svegliarlo ed evitare interferenze a telecamere e microfoni. Fuori, il Parco di Monza sembra anticipare l'estate in una giornata senza nuvole con il circuito e le sue fantastiche varianti in attesa di gomme e scarichi, sorpassi e vittorie. Ride di gusto Lewis Hamilton perché Roscoe non ne vuole sapere di schiodarsi da sotto le sue gambe e continua ad emettere sonori ruggiti d'accompagnamento alla chiacchierata. E' cresciuto, Lewis è diventato uomo maturo. Lontano, molto lontano da quel ragazzino antipatico, nato pilotafenomeno, capace di fare miracoli e follie nella prima parte della sua carriera che, diciamolo, l'hanno reso non proprio simpatico alla maggioranza del popolo della Formula 1. Tanto maturo da sembrare un altro, disponibile, semplice, simpatico, diretto. ll perfetto prototipo del pilota 2.0 che sa fare meravigliosamente il suo lavoro e riesce anche a gestire relazioni umane da salotto senza sfigurare accanto ad un'icona dell'automobilismo, al mito Stirling Moss. Li ha riuniti la Mercedes ieri a Monza per celebrare i 60 anni del magico 1955, anno di titolo Mondiale con Juan Manuel Fangio e 1000 Miglia da record vinta proprio da Moss. prima del lungo oblio. E l'erede di quella splendida storia è proprio lui: Lewis Hamilton, talento infinito dalla giovinezza tempestosa, ora campione vero.

Hamilton, possibile che mercoledì fosse a Roma?
«Certo che sì. Avete visto le foto su twitter di Roscoe davanti al Colosseo, vero? Ho sfruttato l'occasione di essere in Italia. Un Paese che adoro e Roma è una città fantastica. Non era la prima volta che ci andavo da turista e ogni volta non smette di stupirmi. Non si finisce mai di imparare, a Roma. C'è tanto da studiare, da vedere. San Pietro, il Colosseo, Piazza del Popolo. E’ incredibile».

E dell'Italia, c'è qualcosa che le piace?
«Certo, la cultura, il mangiare, adoro la pasta, il mare. E poi la passione dei tifosi per la Formula 1, quando mi riconoscono per strada non fanno altro che chiedermi tutti la stessa cosa. Quando vieni in Ferrari, quando ci regali il titolo Mondiale?».

Allarme, necessariamente, rosso: tifosi, Ferrari, Lewis, ne vogliamo parlare?
«Perché, a me nessuno della Ferrari mi ha mai contattato, ve lo posso assicurare. Nè in passato, nè negli ultimi tempi. Solo una volta è venuto a trovarmi ai box Luca di Montezemolo, mi pare a Monza qualche anno fa. Ma solo per conoscermi, niente di più».

Ritiene davvero possibile per un pilota del suo livello chiudere la carriera senza aver corso su un bolide di Maranello?
«E' una domanda delicata, questa. E' come dire alla propria moglie mora (la Mercedes ndr), "guarda mi piacerebbe andare anche con quella bella bionda (la Ferrari ndr)" non finirebbe bene, giusto no? Detto questo è sempre bello quando si corre da voi, c'è grande passione, entusiasmo, competenza. Tutte cose di cui si nutre un pilota, uno stimolo totale».

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