F.1: Mercedes coccodrillo stravincere è un autogol
La Mercedes chiagne e fotte come si dice nel Baden-Württemberg, in particolare a Stoccarda. Arriva il GP di Spagna e Toto Wolff accende le spie d’allarme: «Attenzione, corriamo su un tracciato ideale per la Red Bull». Si va a Montecarlo e «prudenza, perché lì la Ferrari ci darà filo da torcere». Ci si sposta in Canada e «occhio, porteranno un’evoluzione che garantirà alle Rosse un salto in avanti».
Poi la Ferrari vara il primo motore evoluto e guadagna dieci cavalli, mentre Mercedes non spende neanche un gettone di sviluppo e aumenta di venti. Vettel a Montreal è straordinario: risale da diciottesimo a quinto, per ben 32 giri risulta più veloce di Hamilton e però - attenzione - è l’unico dei due a spingere al massimo, mentre lo stereo di Lewis spara musica hiphop.
Al momento il confronto è sbilanciato, a cominciare da quello degli organici perché la Mercedes - tra Brackley e i centri di ricerca e sviluppo in Germania - ha messo a lavorare sulla Formula 1 un esercito di ingegneri che nessun altro può permettersi. E la struttura tecnica al cui vertice c’è Paddy Lowe è sicura che oggi il vantaggio sulla prima inseguitrice - la Ferrari, appunto - sia mediamente di un secondo a giro.
Hamilton a gioco regolare usa il gas con parsimonia. La Ferrari farà altri passi avanti grazie ai sette gettoni di sviluppo che le rimangono, e Mercedes con i suoi sette si garantirà un altro progresso, risultando imprendibile. Quest’anno andrà via così.
I tedeschi saranno detronizzati solo da un colpo di genio dei concorrenti o dalla modifica di questi regolamenti che sembrano scritti (“sembrano”, non “sono stati scritti”) su misura per la loro monoposto. Ferrari, Renault e Honda lo vorrebbero, Fia ed Ecclestone pure perché un team che ammazza il Mondiale per manifesta superiorità non conviene a nessuno, neanche alla sua stessa causa.
Ecco perché vincono e non stravincono, ecco perché versano lacrime di coccodrillo dicendosi preoccupati. La battaglia non è solo tecnologica ma anche psicologica, di comunicazione e normativa. Ora arriva il Red Bull Ring: Mercedes già trema al solo pronunciarne il nome.
