F1 Bianchi, il padre: «Sono meno ottimista»

A nove mesi dal terribile incidente di Suzuka parla il papà dell'ex pilota Marussia: «Non ci sono progressi significativi»
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PARIGI - La situazione non migliora e le speranze di vedere progressi sono poche. Philippe Bianchi, padre di Jules, racconta gli ultimi mesi passati accanto al figlio. L'ex pilota della Marussia è entrato in coma dopo il tremendo incidente di Suzuka, lo scorso ottobre, e da allora non ha mai ripreso conoscenza. Il driver è ancora ricoverato in un ospedale di Nizza, assistito costantemente dai familiari. «E' insopportabile - ha raccontato il padre in un'intervista a Franceinfo.fr - perché non possiamo aiutarlo più di quanto facciamo già. In generale i progressi dovrebbero arrivare entro sei mesi, ne sono passati nove e Jules non è ancora sveglio, né ci sono miglioramenti significativi».

SITUAZIONE DIFFICILE Una momento difficilissimo, a tal punto che «più tempo passa, più sono meno ottimista rispetto a due o tre mesi dopo l'incidente, quando speravamo in qualcosa di più. A un certo punto bisogna tenere i piedi per terra e rendersi conto di quanto grave sia la situazione».


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