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Warsteiner e la Formula E, Di Grassi e Abt (Audi): «Divertente come la Formula Uno, ed è "green"»

Warsteiner e la Formula E, Di Grassi e Abt (Audi): «Divertente come la Formula Uno, ed è "green"»
© ABT Sportsline

I due piloti del team ABT Schaeffler Audi Sport raccontano la loro esperienza nel Mondiale dedicato alle vetture alimentate dal motore elettrico

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 Mattia Mallucci

martedì 1 marzo 2016 18:05

ROMA - Una macchina elettrica? Comodo ed economica per la città. Ma che ci si potesse gareggiare come in Formula Uno sembrava un'idea irrealizzabile, almeno fino a qualche tempo. fa. Invece la Formula E oggi è una realtà a tutti gli effetti e, dopo il suo primo campionato, ha già iniziato la sua seconda stagione (con lo svizzero Buemi in testa alla classifica generale con 80 punti dopo tre gare). A raccontarci i segreti, le novità e le emozioni della competizione automobilistica ideata dalla FIA riservata a veicoli spinti da motori elettrici sono il campione in carica, Lucas di Grassi, e il suo compagno di team nella scuderia ABT Schaeffler Audi Sport, Daniel Abt.

LA FORMULA E - Prima di tutto, però, cerchiamo di capire che cosa è, esattamente, la Formula E. Il campionato prevede che le squadre partecipanti utilizzino un unico modello di monoposto elettrica, la Spark-Renault SRT 01E. Rispetto alla prima stagione, quest'anno le squadre possono costruire in proprio il motore, il cambio ed il sistema di raffreddamento, mentre telaio (Dallara) e batterie (Williams) rimarranno sempre uguali per tutti. Gli pneumatici sono forniti da Michelin (fornitore unico). Queste monoposto possono raggiungere una velocità massima di circa 230 km/h e sono in grado di accelerare da 0 a 100 in tre secondi.

Warsteiner e la Formula E, Di Grassi e Abt (Audi): «Divertente come la Formula Uno, ed è "green"»

LE CURIOSITA' - Al primo campionato hanno partecipato in totale dieci scuderie così come in questa seconda stagione, con il team Trulli però che non è più una squadra di Formula E dallo scorso dicembre. Ogni team ha a disposizione due vetture per ogni pilota, per un totale di quaranta monoposto. La stagione 2015-2016, iniziata lo scorso ottobre e che si concluderà il prossimo luglio, si sviluppa su undici gare con un calendario che tocca Cina, Stati Uniti, Argentina, Uruguay, Malesia, Messico, Stati Uniti, Francia, Germania, Russia e Regno Unito. Tutte le gare hanno la caratteristica di disputarsi su circuiti cittadini e, altra singolarità, sono i tifosi ad incidere sulla gara, tramite il cosiddetto "Fan Boost". Gli appassionati, prima di ogni gara, possono votare via Internet il loro pilota preferito. I primi tre piloti scelti dal web hanno la possibilità di superare (per alcuni secondi) il limite di 170 kW di potenza previsto in gara. Curioso anche il meccanismo del pit-stop (obbligatorio), dove i piloti non devono cambiare gli pneumatici (che, anzi, è vietato e concesso solo in caso di foratura), ma tutta la vettura.

DI GRASSI: «E' SEMPRE UNA GARA» - Insomma, le caratteristiche della Formula E sono diverse ma, assicura Lucas di Grassi, alla fine si tratta sempre di una gara, che ogni pilota vuole correre al meglio e vincere. «In realtà vi è meno differenza di quel che si possa pensare -spiega il pilota brasiliano-. Si tratta sempre di gareggiare. L’importante è rimanere sempre concentrati ogni secondo ed effettuare le prestazioni al meglio. È fondamentale prendersi cura della propria energia. È questo che rende questo sport così speciale, differenziandolo da una gara tradizionale».

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ABT: «CHE BELLO CORRERE IN CITTA'!» - I circuiti cittadini rappresentano, forse, uno degli aspetti più esaltanti ma, allo stesso tempo, più complicati di questo campionato. «Gareggiare in centro città è una delle cose che rende Formula E così speciale -afferma Abt-. È fantastico per i nostri fan perché possono venirci a vedere prendendo i mezzi pubblici o venendo addirittura in bicicletta. Per noi rappresenta una sfida perché con le barriere e le aree run-off il più piccolo errore può significare la fine della gara».

LE NOVITA' - Per questa seconda stagione, sono state introdotte delle novità che, assicura Di Grassi, renderanno il campionato più spettacolare: «La sfida più grande è che a tutto il team è stato permesso di costruire il proprio powertrain. Insieme al nostro partner tecnico Schaeffler, abbiamo costruito un motore elettrico e un cambio a tre marce, sviluppandone il software. La competizione alla fine ha raggiunto un livello più alto rispetto alla prima stagione».

UN CAMPIONATO SOCIAL - Il contatto con i tifosi rappresenta una marcia in più per la Formula E. Per i piloti risulta, spesso, un fattore decisivo, come spiega Abt, che ne approfitta anche per rivolgere un appello ai fan: «Mi piace moltissimo essere in contatto così tanto con i fan. Che sia Twitter, Instagram o Snapchat, utilizzo tutti i canali per coinvolgere i nostri sostenitori. La cosa migliore è il FanBoost: benché non ne abbia mai avuto uno (quindi continuate a votarmi, per favore), penso sia una grande idea quello di permettere ai fan di prendere parte alla Formula E».

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FORMULA ECOLOGICA - Quello della Formula E è un campionato che guarda al futuro e, soprattutto, al rispetto dell'ambiente. Un aspetto che gli stessi piloti considerano importante per il messaggio che racchiude l'utilizzo di energia elettrica in una competizione motoristica: «Siamo piloti, non politici. Crediamo però che la Formula E sia a sostegno di un futuro migliore -affermano Di Grassi e Abt- Catalizziamo l’interesse delle persone su quella che è la ‘mobilità elettrica’, dimostrando che le macchine elettriche sono tutto tranne noiose, lente o meno emozionanti. Penso che questo approccio coinvolga le masse che stanno iniziando a pensare un po’ di più all’ambiente».

DO IT RIGHT - Per un pilota correre è passione, ed è fare quello che si ama al meglio delle proprie possibilità, proprio come recita il pay-off “Do it right” di Warsteiner, azienda sensibile alle tematiche legate ad ambiente, energia pulita e mobilità, che ha rinnovato la partnership con la scuderia tedesca (tramite Warsteiner Premium Fresh, la birra senza alcol 0%,). Una “filosofia di vita” che vale anche per Di Grassi e Abt: «Se vuoi gareggiare a un livello alto come quello della Formula E, devi fare tutto con passione e devozione -assicura Abt-. Fai del tuo meglio! Noi facciamo il nostro meglio!».

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