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Formula 1, finisce il regno di Ecclestone: «Non sono più il capo»

Formula 1, finisce il regno di Ecclestone: «Non sono più il capo»
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Il patron annuncia l'uscita: «La mia nuova posizione è di presidente onorario». È stato rimpiazzato da Chase Carey

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lunedì 23 gennaio 2017 20:43

ROMA - Bernie Ecclestone non è più l'amministratore delegato della Formula Uno Group: dopo 40 anni il circus della F1 volta pagina. La notizia, anticipata domenica dalla Bbc, è stata confermata oggi dall'interessato che è stato sostituito da Chase Carey. Un passaggio di consegne solo temporaneo se si confermeranno vere le indiscrezioni secondo cui sarà l'ex Ferrari Ross Brawn ad assumere presto pieni poteri. «Sono stato deposto oggi - ha dichiarato Ecclestone a Auto Motor und Sport -. E' ufficiale, non sono più il capo della società. La mia nuova posizione è di presidente onorario, anche se non so cosa significhi». Costretto ad abbandonare la sua creatura, nonostante le rassicurazioni che la transizione sarebbe avvenuta più lentamente, nell'arco di un triennio. «Le mie giornate in ufficio saranno più tranquille da adesso in poi - ha aggiunto Ecclestone -. Non so ancora quanti Gp seguirò, ma di sicuro mi vedrete ancora sui circuiti. Ho ancora moltissimi amici in Formula 1. E ho abbastanza soldi per assistere alle gare». La sua estromissione non solo è un ulteriore passo in avanti della Liberty Media nel pieno controllo del circus automobilistico. Ma è soprattutto un segnale che i tempi sono già cambiati. Entro la fine di marzo è atteso il completamento del takeover per un valore finale che si aggira sugli otto miliardi di dollari. E che è destinato a spostare gli equilibri geo-politici della F1. Se Ecclestone ha avuto il merito di aprire nuovi mercati ad Oriente - da Qatar a Shanghai, dal Bahrain a Singapore, e ancora Abu Dhabi e Sochi - l'intenzione della nuova proprietà è ripristinare una forte presenza negli Stati Uniti, con l'ingresso di altri Gp, a discapito del Vecchio Continente.

«Presto la fine dell'era Ecclestone»

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