Gp Cina, la Formula 1 si prepara alla gara numero 1000
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Gp Cina, la Formula 1 si prepara alla gara numero 1000

L'ex pilota tedesco degli anni '50, Hans Herrmann, racconta gli albori del circus: «Allora si rischiava la vita. Le nuove monoposto? Non saprei cosa fare con tutti quei pulsanti»

ROMA - Mille gare, è il traguardo che la Formula 1 taglierà domenica quando a Shanghai andrà in scena il gran premio di Cina, terza prova stagionale del mondiale 2019. Uno sport che negli anni è cambiato rispetto alle origini, come ricorda Hans Herrmann, pilota tedesco degli anni '50. «Quando ti trovavi alla partenza sapevi che avresti rischiato di avere da un momento all'altro una o due macchine addosso - spiega l'ex pilota della Mercedes 91enne ricordando la pericolosità delle gare - Le nuove monoposto? Non le capisco, non saprei cosa fare con tutti quei pulsanti». Oltre alla tecnologia, l'evoluzione della Formula 1 ha puntato a una sempre maggior sicurezza mossa dal prezzo pagato dal circus negli anni, ben 34 vittime tra i piloti. Il primo Gp della Formula Uno porta la data del 13 maggio del 1950, a Silverstone fu doppietta italiana con Giuseppe Farina, su Alfa Romeo, a imporsi davanti a Luigi Fagioli. Farina dopo 7 Gp si laureò campione del mondo.

UN MONDO DIVERSO Un altro mondo quello della F1 del 1950, nella prima e la seconda stagione infatti i piloti infatti non aveva l'obbligo del casco in gara. Al primo appuntamento, quello di Silverstone, non c'era la Ferrari ma la scuderia del Cavallino prese parte alla corsa successiva, il Gp di Monaco, e da allora è sempre stata presente nel circus diventandone una protagonista indiscussa conquistando due anni più tardi il suo primo titolo iridato con Alberto Ascari. Rispetto al passato, dicono i detrattori della F1, a fare la differenza più del pilota è la monoposto. «In passato un pilota eccezionale poteva vincere con una macchina non così buona, questo oggi non è più possibile», sottolinea Herrmann rimarcando come la maggior velocità è coincisa con una diminuzione dei sorpassi. Il mondo della Formula 1 ha due giorni neri che ne hanno segnato la storia. Nel 1994 il pilota austriaco Roland Ratzenberger muore durante le qualifiche del Gp di San Marino a Imola, il giorno successivo a perdere la vita è il campionissimo brasiliano Ayrton Senna. Ai 34 piloti morti in questi 1000 gran premi vanno aggiunte le vittime tra il pubblico, a Monza nel 1961 il pilota tedesco Wolfgang von Trips uscì di pista dopo un contatto travolgendo diversi spettatori, 15 furono le vittime.

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