Allarme in Mercedes: primo uomo in fuga

L'ingaggio di Hodgkinson mette la Red Bull nelle condizioni di scoprire importanti segreti della Stella e rompe un assioma recente: dal team campione non scappa nessuno. La Ferrari non può stare a guardare
Allarme in Mercedes: primo uomo in fuga© LAPRESSE
Fulvio Solms

Primo uomo in fuga: c’è allarme alla Mercedes. L’ingaggio di Ben Hodgkinson da parte della Red Bull per creare una divisione autonoma in grado di produrre power unit dal 2025, segna la prima vera evasione dal team che nell’era dell’ibrido, oltre a essere stato il più vincente, è stato anche il più attrattivo per gli ingegneri. In tanti sono arrivati, nessuno era mai scappato.

Non era stata una fuga nel 2017 l’uscita dell’ex direttore tecnico Paddy Lowe, che non trovando l’accordo economico decise di andare a coprire il ruolo alla Williams (scelta che non ebbe successo). Allo stesso modo non lo sono state le uscite col sorriso di Aldo Costa (nel 2019 con passaggio alla Dallara per riavvicinarsi alla famiglia) e della star dei motori Andy Cowell (2020).

Importanti segreti finiscono altrove

Il segnale che è arrivato con l’ingaggio di Hodgkinson spezza invece questo assioma dei tempi recenti. Nel gruppo austriaco c’è l’eccitazione del 2005 quando fece ingresso in Formula 1, e degli anni 2010-2013 in cui fu fatta razzia di titoli.

   Per contro, Mercedes vede uscire un uomo strategico e molto presto – ben prima dell’autunno 2022 quando Hodgkinson potrà prendere formalmente posto in azienda, finiti i 18 mesi di gardening – la Red Bull saprà tutto delle power unit tedesche che hanno dominato dal 2014 in Formula 1.

Attesa la reazione della Ferrari

Alla Mercedes ora c’è allarme, e non solo perché si è scoperto che Hodgkinson parlava dell’argomento con due o tre colleghi, chiaramente cercando di convincerli a seguirlo. Il timore è infatti che altri tecnici preziosi possano essere contattati dalla Red Bull e accettino offerte economiche al rialzo, peraltro senza stravolgere la propria vita (le due sedi sono a trenta chilometri di distanza).

   Interessante ora vedere se e come la Ferrari si inserirà in questo vivace mercato dei cervelli che nel prossimo futuro deciderà i nuovi equilibri della Formula 1. Certamente non potrà stare a guardare com’è avvenuto per una precisa scelta strategica, voluta nel 2015 dall’ex presidente Sergio Marchionne e finora non rinnegata.

   

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