La scelta inaccettabile della F1 che tradisce l'amore dei tifosi

Tre ore per decidere un vincitore: così finisce la spettacolarità
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Mauro Coppini

Singapore, vado a Singapore. Benedette, care signore”. È una canzone che Charles Leclerc non smette di cantare. Un secondo posto salva la Ferrari e se stesso. Perché non basta la prestazione di un ritrovato Sergio Perez per dimenticare che dall’inizio della stagione il ritornello della rossa rimane quello per il quale: “non c’è più niente fare, è stato bello sognare”. La Ferrari, soprattuto con Charles Leclerc, si è difesa approfittando di una Max Verstappen relegato al centro della griglia. Per lui una gara incolore con un team che sembrava voler rimanere nell’ombra di un budget cap che ha dovuto sopportare sgradito compagno per durante tutta la gara.

La scelta incomprensibile della FIA nel Gp di Singapore

E ancora una volta la FIA ci mette del suo. Con Sergio Perez sub iudice per un sorpasso millimetrico in regime di bandiera gialla. Così impalpabile che la Federazione ha deciso solo in tarda serata. Con gli spettatori che non hanno fatto altro che seguire gli eventi a gara ampiamente terminata. Ancora una volta la Formula 1 tradisce quella spettacolarità che sembra essere il suo principale obiettivo. Con Maranello che sembra impegnata più sul fronte della guerra al budget cap che alla definizione della monoposto del 2023. Anche a costo di recuperare un rapporto con quella Mercedes che in passato è stata acerrima nemica. Una semplificazione che abbraccia il futuro, pronta a tradire un passato che fa della evoluzione tecnica e tecnologica la sua stessa storia.

F1, Perez vince nonostante la penalità
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F1, Perez vince nonostante la penalità


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