Ferrari avvilita. Ma domani può arrivare una grande rivincita

Red Bull prima anche con Perez, ma ora tutti attendono il report della FIA sui limiti di spesa. Il caso budget cap 2021 potrebbe cambiare la prospettiva della stagione
Ferrari avvilita. Ma domani può arrivare una grande rivincita© Getty Images,
4 min
Fulvio Solms
TagsferrariautomobilismoFormula 1

ROMA - La Red Bull ha vinto o la Ferrari ha perso? Siamo sempre lì: Singapore ha riproposto l'interrogativo, e la presa di posizione di Mattia Binotto ha configurato la gara conquistata da Sergio Perez come una colossale ingiustizia.
Non siamo d’accordo, francamente. Perché la Ferrari ha vinto al sabato grazie alla pole position di Charles Leclerc (e fortunosamente, grazie a un regalo della Red Bull che ha sbagliato i calcoli sulla benzina di Max Verstappen), ma poi ha perso alla domenica, e ripetutamente.

Battuta quattro volte

Ha perso al via, innanzi tutto, quando Charles ha vanificato la pole facendosi superare subito da Perez. Colpa sua che ha sbagliato allo stacco? Colpa della macchina che non l’ha assecondato in accelerazione? Forse né l’una né l’altra ma, semplicemente, una striscia d’asfalto più umida è costata cara a quelli partiti sulla destra: Leclerc superato da Perez, Hamilton da Sainz, Alonso da Norris.
Ha perso al pit stop, dove Charles è arrivato lungo e la sua fermata è durata 5"3, contro i 2"8 di Perez al giro successivo: due secondi e mezzo regalati. Ha perso nel duello in pista, visto che Leclerc neanche con il DRS è riuscito ad attaccare Perez.
Ha perso nella gestione delle gomme medie, considerato che negli ultimissimi chilometri il messicano dava a Charles un secondo a giro.

Suzuka aspetta

Ha perso, punto e basta. E l’aver raccomandato a Leclerc di stare sotto i cinque secondi di distacco da Perez in vista di una penalizzazione, non esserci riusciti (Ferrari seconda a 7"5) e aver contestato la sanzione chiedendone il raddoppio non ha rappresentato una presa di posizione impeccabile.
Ora si guarda avanti: a Suzuka dove si corre già domenica all’alba italiana (pista non favorevole alla Ferrari ma questo, come si è visto più volte nel corso del Mondiale, può anche non voler dire più di tanto), alla ricerca spasmodica di una vittoria prima della fine dell’anno, al 2023 che incombe come il Mondiale della verità.
Detto tutto questo, possiamo dire che la Ferrari sia inferiore ala Red Bull? Si dirà sì, certo, lo spiegano bene le classifiche, e il conto dei successi dice 13-4 per i bibitari.
Sicuri sicuri?

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Basta parole

Perché se così stessero le cose potremmo ben dire che la Ferrari non è stata brava, nello sviluppo tecnico, quanto i diretti avversari. Ma per domani è atteso il report federale sul rispetto dei tetti di spesa nel 2021, e qualora emergesse che la Red Bull ha sgarrato ciò si riverbererebbe sui criteri adottati in questa stagione. In tal caso dovremmo radicalmente cambiare la versione e dire: la Ferrari è stata la migliore perché la Red Bull ha sì ottenuto di più, ma infrangendo le regole.
Nel caso, quale sanzione verrebbe prodotta dalla FIA, ancora in sofferta fase di rodaggio dopo l’avvicendamento Todt-Ben Sulayem? Saremo costretti a una rilettura della stagione, sotto una prospettiva del tutto diversa?
Christian Horner, irritato dal fatto che un’inchiesta federale tanto delicata sia divenuta pubblica, sostiene che la sua squadra sia rimasta largamente all’interno dei limiti di spesa: «Sono del tutto fiducioso, riteniamo di rientrare significativamente nel budget cap, e alla luce dei recenti chiarimenti procedurali siamo ancora più al di sotto».
Ma anche basta con le parole, a questo punto, né di accusa né a difesa: attendiamo spiegazioni definitive sul tema, che puntellino la credibilità di questo sport.

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