Leclerc e la confessione sul suo soprannome 'Il Predestinato': "Non mi sveglio la mattina..."
Sono passate ormai sette stagioni da quando l'allora 21enne Charles Leclerc vinceva con la Ferrari a Monza, meritandosi il nomignolo di 'predestinato', attribuitogli dal telecronista di Sky, Carlo Vanzini, già ai tempi dell'Alfa Romeo. Un'etichetta che però non ha prodotto il risultato sperato, almeno fino ad ora, ma che non pesa al pilota monegasco, ancora speranzoso di riuscire a tener fede al suo soprannome, riportando la Ferrari a vincere.
"Mi piace che la gente mi chiami così, ma non mi sveglio la mattina..."
Intervistato dal New York Times, il 'predestinato' non pecca di falsa modestia: "Il fatto che la gente mi chiami così, mi piace, ma non è che mi sveglio la mattina e dico: ‘Ah, sono il Predestinato’. Non avverto questo tipo di pressione e non mi fa sentire in modo diverso. Che mi si chiami o no in questo modo, il mio dovere e il mio obiettivo restano gli stessi, riportare la Ferrari al vertice e farò di tutto per riuscirci".
"La motivazione è ancora altissima"
Vincere con la Rossa è dunque un obiettivo, ma non un'ossessione. Leclerc nel merito ha le idee molto chiare e le ribadisce una volta di più: "Non voglio avere rimpianti. Punto a guardarmi indietro ed essere sicuro di aver fatto assolutamente tutto per provare a raggiungere questo obiettivo. Se ci riuscirò o meno questo non posso saperlo, ma quel che so che per quanto mi riguarda, cercherò di dare tutto. La mia motivazione è ancora altissima".