Leclerc esclusivo: “Ferrari, voglio il titolo. Mercedes più avanti ma finché ce la faccio….”

Il pilota della Rossa, fresco sposo di Alexandra, ha raccontato gli obiettivi del 2026
Alessandro Gargantini
7 min

Con la Rossa al centro dell’attenzione del mondo racing alla ripresa del Mondiale di Formula 1, Autosprint ha intervistato il più ferrarista dei ferraristi: Charles Leclerc. Ecco un estratto dell’intervista pubblicata sul settimanale da corsa.

Cosa l’ha convinta di più del comportamento della SF-26 nei test?

«Abbiamo lavorato bene, è stato un test molto ben strutturato. Tutto è fluito perfettamente, non abbiamo avuto grossi problemi ed abbiamo completato i nostri piani. Adesso serve andare nel dettaglio, quello che interessava capire l’abbiamo verificato. Non aver avuto intoppi è stato molto positivo, perché in passato non è sempre stato così».

Potrebbe essere l’anno buono per la Ferrari?

«Sarebbe un sogno, ma è presto per sbilanciarsi anche perché non abbiamo idea del potenziale degli avversari. Non sappiamo chi è realmente davanti in questo momento. Mercedes, McLaren e Red Bull ci sembrano già ben preparate, molto forti e abbastanza vicine, ma la Mercedes forse è un po’ più avanti».

Ripartire da un foglio bianco è un rischio o un’opportunità?

«Sicuramente un’opportunità. C’è stato un grande lavoro per farci trovare pronti a questa nuova sfida. Perciò non vedo l’ora di capire come ci posizioneremo nella prima uscita di campionato: quello sarà il punto di partenza per tutti, chi partirà in vantaggio ne trarrà un grosso beneficio per i prossimi quattro anni. Questa cosa è super interessante e lascia spazio ai tecnici per esprimere la loro creatività».

Si aspettava che i quattro top team avrebbero conservato il vantaggio?

«Sì, ma aspettiamo i riscontri reali in Australia. Come detto, Mercedes sembra un po’ più avanti rispetto alle altre tre. Noi siamo lì, con la Red Bull ancora un pochino sopra, penso. Il resto del gruppo sembra un po’ distanziato, ma dove sono gli altri lo vedremo dopo i primi gran premi».

Pensa che ci sia stata strategia nei test?

«Più o meno tutti cerchiamo di non fare percepire il massimo potenziale, che cosa che scopriremo soltanto in qualifica a Melbourne. Fino a quel momento, ciascuno si nasconderà a modo suo».

Alcuni piloti sembrano avere già adottato nuovi stili di guida.

«Certo, ma per quel che si è visto in pista, non ci sono sorprese. Alcuni usano marce più basse per cercare di ricaricare di più la batteria, ma questo era ampiamente atteso».

Peserà meno il piede e più la testa del pilota?

«Il piede servirà come sempre, mentre la testa più di prima. I fattori che fanno la differenza non cambieranno».

Lei è spesso considerato il punto di riferimento di tutti in qualifica. Riuscirà con le nuove regole a mantenere questo status?

«Vedremo, io darò sempre il massimo. Penso che in qualifica non sia tanto il coraggio a fare la differenza, quanto una questione di tecnica, sapere individuare il limite entro il quale spingere diventa controproducente. Se il limite si sposta, sarà importante ancorarsi ai nuovi parametri».

In tema di partenze, pare siate il riferimento di tutti. Avete fatto qualcosa di speciale?

«È una cosa che abbiamo preso in considerazione sin dall’inizio, da quando abbiamo iniziato a focalizzarci su questo nuovo regolamento. Lo start non sembra un’area critica per noi».

Ha vinto a Melbourne nel 2022: cosa ricorda di quel GP, e nota analogie tra le due vigilie?

«È difficile per me fare paragoni: oggi ci sono molti più punti interrogativi. Nel 2022 la power-unit era molto più standard. Adesso abbiamo tante incognite, una potenza elettrica molto maggiore, scarichiamo e ricarichiamo molto più velocemente l’energia, ci sono tante cose nuove».

In quale fase è della sua carriera e quali sono le sue ambizioni adesso?

«La mia ambizione è sempre quella di vincere il Mondiale con la Scuderia Ferrari. È qualcosa di molto forte, che rimarrà fino a quando ce la faccio. All’inizio della mia avventura a Maranello ero poco più di un rookie, ora vedo la squadra con una prospettiva diversa ma ci sono tanti dettagli sui quali voglio migliorarmi, anche se si tratta di piccole cose. Lavoro sempre su me stesso per alzare sempre il mio livello».

È diventato un simbolo della Ferrari, siete vissuti come una cosa sola. Quanto è importante per lei il legame con i tifosi?

«Super importante. Alcuni piloti sottovalutano questa cosa, che per me è fondamentale. Forse perché sono cresciuto da tifoso e ora sono al centro del mio sogno. La Scuderia Ferrari è fatta dalla sua storia ma anche dal cuore e dal sostegno dei tifosi in tutto il mondo».

L’esaltazione del rapporto con il pubblico italiano avvenuta con le due vittorie a Monza. Sono così importanti questi passaggi per un pilota?

«Certo, mi sento molto legato a loro e all’Italia, che è stato il Paese dove ho vissuto di più, ho corso con i kart, ho mille ricordi, rapporti e amicizie. Ho avuto molti più rapporti con gli italiani che con chiunque altro, conosco bene le emozioni e la sensibilità, la cultura e il modo di fare, che ho acquisito naturalmente vivendo in Italia. Dopo il 2019 a Monza tutto è diventato ancora più speciale. Monza è molto speciale per me, come Monte Carlo, il mio circuito di casa dove sono cresciuto, ma con il supporto di molti italiani».

Lo scorso weekend si è sposato a Monaco, e ha anche utilizzato il suo amato cane, Leo, per mandare la proposta alla sua futura moglie.

«Sì, abbiamo fatto una cerimonia privata, più avanti avremo tempo di fare una bella festa. Ho addobbato anche Leo, ma solo dopo averne parlato ad Alexandra! Non volevo mettere tutta questa... responsabilità sul povero Leo. Mi spiace di non poterlo portare in Australia, il viaggio è troppo lungo».

Quali i suoi interessi al di fuori della Formula 1?

«Quando ho tempo mi dedico alla musica. Per quel che concerne le attività imprenditoriali rimango al corrente di tutto, ma in maniera un po’ defilata».

 

 

 


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