Ferrari, Leclerc e Hamilton agli opposti. La Mercedes porta Antonelli in trionfo, non Russell
Chissà perché, un anno fa prima ancora che le macchine mettessero le ruote in pista, la Ferrari aveva parlato di Leclerc e Hamilton come di due piloti resi gemelli dalla tecnica: stesse sensazioni, ci spiegarono, stesse sensibilità, e questo ci agevolerà molto nello sviluppo della Rossa. Andò in maniera affatto diversa e anche quest’anno, sia pure sulle basi assai migliori della SF-26, Charles e Lewis continuano a essere d’accordo nel non andare mai d’accordo.
Leclerc terzo ma scontento della sua Ferrari
«Ho il sorriso ma non sono contento per niente - ha detto Leclerc -. Non ho avuto un weekend costruttivo e ci sono tante cose da migliorare; ho zigzagato nella ricerca dell’assetto e infatti Lewis, nel finale, andava più forte di me». Ha litigato con la batteria ma è successo a tanti, forse a tutti: gli stessi piloti Mercedes, in particolare Antonelli, sono sbiancati in griglia osservando che la riserva di carica elettrica era a zero. Ma c’è di positivo che Charles abbia affrontato il tema delle nuove power unit, che pure non gli vanno a genio, in modo molto serio e costruttivo.
Hamilton giù dal podio e soddisfatto
Hamilton, quarto alle sue spalle, pareva parlasse di un’altra realtà: «Niente emozioni contrastanti, mi sento benissimo - ha raccontato -. Da settimo a quarto: è stata una gran gara, la squadra ha fatto complessivamente un ottimo lavoro e la Ferrari era molto competitiva. Non siamo dove vorremmo nei confronti della Mercedes, ma prenderla non è una cosa impossibile».
Vince Russell e la Mercedes porta in trionfo Antonelli
Toto Wolff ha ripreso a descrivere la Ferrari come un pericolo incombente, tattica ampiamente sperimentata negli anni d’oro dell’era dell’ibrido. E l’ha anche punta sulla scelta di non rientrare almeno con una macchina al pit stop sotto virtual safety car, per marcare le Frecce d’Argento: «Sono sorpreso che non lo abbiano fatto, soprattutto perché c’era il tempo per prendere questa decisione». Entusiasmo nella Stella c’è stato più per coccolare Antonelli al suo miglior piazzamento (secondo come già nel GP Brasile 2025) che per festeggiare il successo di Russell. I meccanici hanno preso il giovane Kimi lanciandolo più volte in aria come un vero trionfatore; e lo hanno addirittura ripreso, ciò che è buon segno.
