Domenicali e l’appello “silenzioso” a Verstappen per tenerlo in Formula 1

Mondiale in stand-by, ma grandi manovre in corso: fra queste lo studio di correttivi alle nuove regole
Fulvio Solms
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Non c’è solo da correggere le regole tecniche, non solo da arginare lo scontento di una parte dei fan, ma anche da disinnescare qualche minaccia. Una è che Max Verstappen dia davvero un seguito traumatico e mandi tutti a quel paese. Bisognerebbe entrare nella sua testa per capire quanto la possibilità di un ritiro sia reale, quanto sia uno sprone a Red Bull (che perderà anche Gianpiero Lambiase, ingegnere di macchina di Max) per tornare a rafforzarsi e rimettersi in carreggiata sul fronte telaio, e quanto un messaggio diretto all’esterno, a top-team come Mercedes e Ferrari.

Domenicali e l'appello per Verstappen

Stefano Domenicali, sia pure senza mai nominare Verstappen (critico assieme a diversi altri, tra cui Norris), ha fatto un ragionamento tagliato sulle misure dell’olandese: «Se parli con i piloti che stanno davanti sono sempre molto contenti perché stanno vincendo - ha detto il capo della F.1 a Motorsport -, mentre altri possono essere frustrati anche perché amano un modo diverso di correre, cosa che rispetto molto. Io ho detto loro: non dimenticate che tutto ciò che stiamo facendo (la ricerca di modifiche al regolamento, ndr) è perché abbiamo fatto la cosa giusta insieme. Quindi siate rispettosi di uno sport che ha dato a tutti noi un’incredibile opportunità di crescere, di guadagnare molti soldi, di sviluppare una personalità nel mondo che, in altri sport che magari amate di più, non vi verrebbe data». 

Formula 1, lavori in corso. E a Maranello...

Procedono intanto le riunioni per identificare dei correttivi al regolamento che riportino il giro secco di qualifica alla sua essenza di ricerca del limite, e garantiscano di più i piloti sul fronte della sicurezza: oggi i tecnici apicali dei team definiranno le proposte da discutere lunedì negli Stati Generali tra squadre, FIA e FOM. Ci si attende qualche aggiustamento da adottare nel corso di questa stagione, e modifiche più profonde per il 2027. Va avanti anche, frenetico ancorché invisibile, il lavoro delle squadre in vista del ritorno in pista a Miami (1-3 maggio). Alla Ferrari Hamilton e Leclerc si sono alternati alla guida, sia la settimana scorsa che in questi giorni: prove fondamentalmente di aerodinamica e assetto, compresa l’ala rotante ancora non a punto, nonché lo studio dei dati sul complesso sistema di raccolta e uso dell’energia elettrica nella power unit. «Nel settore Racing il nostro obiettivo rimane semplice: corriamo per vincere», ha detto l’a.d. Benedetto Vigna riferendosi alla Formula 1 e al Mondiale WEC in partenza a Imola. 

La furba Mercedes

La McLaren, che ha finora usato la monoposto così com’era addirittura a fine gennaio nei primissimi test di Barcellona, porterà probabilmente il pacchetto di evoluzione più corposo. Mercedes dà il ritmo battendo sul tamburo anche nell’interpretazione delle regole, riuscendo ad aggirarne alcune ma senza infrangerle: dal motore in grado di avere un rapporto di compressione oltre il consentito, all’espediente (adottato anche da Red Bull) di spremere i motori elettrici fino allo spegnimento degli stessi alla fine dei giri di qualifica, mossa che da Miami sarà vietata. 


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