Verstappen ad alta tensione: "Non voglio avere a che fare con Red Bull". E spunta la McLaren...

L'olandese frustrato dal gap di performance con Ferrari e Mercedes, la scuderia indispettita dalle dichiarazioni: ora tutto è clamorosamente possibile
Fulvio Soms
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 Max Verstappen non si era mai trovato in un tale garbuglio. La sua carriera è giunta a un punto critico: dopo gli anni della costruzione (2015-2020) e quelli della raccolta (2021-2025, con l’ultima rimonta che farà storia a sé), ecco un 2026 irto di spine. Laurent Mekies puntella il team dopo lo scontro tra le anime austriaca e thailandese dell’azienda, intrecciato con lo spinosissimo caso-Horner. L’ex ferrarista non ha un compito facile e guardando al team come a una bella casa in legno nei boschi della Stiria dobbiamo immaginarne Verstappen come l’architrave. Se lo si sfila, cede tutto. 

 Mekies in bonaccia, da Lambiase a Max è fuggi fuggi da Milton Keynes

  La neonata Red Bull Powertrains s’è inventata un V6 eccellente, ma qui finiscono le buone notizie, per le seguenti ragioni qui in rigoroso ordine casuale: considerato il motore elettrico, la power-unit nel complesso è inferiore a quella Mercedes; le quote Aduo impediscono a Red Bull di sviluppare il V6 per recuperare il gap; il progetto della macchina firmato Pierre Waché non è (ancora) all’altezza di quelli precedenti griffati Adrian Newey; tanta gente di qualità se n’è andata, per le ragioni più disparate; tra queste c’è Gianpiero Lambiase, gemello diverso di Max, che entro il 2028 (forse già nel 2027: possibile un accordo Red Bull-McLaren) passerà a Woking; Verstappen è molto irritato dal fatto che il team abbia respinto la sua richiesta di partire dalla pit lane a Silverstone con motore e assetto nuovi; due pericolose rotture dell’ala mobile posteriore lo hanno spedito nella sabbia in Austria e a Silverstone, togliendogli fiducia e rendendolo ancor più furioso; schermaglie e ripicche sul fronte del contratto (valido fino al 2028 ma che il pilota può sciogliere già a fine 2026) intossicano i rapporti. Pensiamo possa bastare.  

 Max sindaco in Red Bull, ma la situazione Piastri aprirebbe una porta in McLaren

Verstappen è oggi indispensabile per la squadra, ma vale anche il contrario: la Red Bull è in fondo il team ideale per l’olandese, che in termini di programmi sportivi fa i suoi comodi (corre nell’endurance con Mercedes o Ferrari, ciò che a Ford certamente rovina la digestione) e ha grandi libertà sul fronte delle pubbliche relazioni. Il mercato sembra bloccato, ma rimane un’asola socchiusa sul fronte McLaren: i colloqui ci sono e le radici di Oscar Piastri a Woking si stanno rachitizzando, con l’australiano incostante e spesso a disagio sulla MCL40. Una Red Bull in grado di lottare per vincere manderebbe ogni cosa al suo posto con Verstappen, ma è brevemente apparsa solo nel GP d’Austria. 

Anche la scuderia anglo-austriaca indispettita dalle dichiarazioni, ora nulla è scontato...

A Silverstone hanno chiesto a Max se si prepari a incontrare i vertici di Red Bull prima del GP Belgio (tra due domeniche) per chiarire tutto, e la risposta non è stata felpata: «A essere sinceri, per un po’ non voglio averci niente a che fare». Secondo il quotidiano olandese De Limburger, Max è ampiamente ricambiato giacché anche l’azienda è irritata per le sue esternazioni e pretenderebbe gratitudine nei confronti di chi lo ha portato così in alto. La proposta di restare oltre il 2026 in cambio di otto milioni di dollari (così cancellando la clausola di uscita) è stata bocciata dal management del pilota, che chiede più garanzie e intanto tiene aperto il canale con McLaren. È in questo clima che Max si prepara al GP del Belgio, per lui gara di casa fino al 2020 e che tornerà a esserlo nel 2027, trovandosi Zandvoort il 23 agosto prossimo alla sua ultima presenza in calendario. 


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