
Ivan Capelli esclusivo: “Antonelli, occhio alle Ferrari!”
La vittoria di Kimi Antonelli a Spa ha rafforzato la leadership del bolognese in una Formula 1 che in questa prima parte di stagione, ha fatto sorridere l’Italia anche grazie ad una Ferrari competitiva e vincente sia con Lewis Hamilton che con Charles Leclerc. Una stagione che ha anche spaccato in due gli appassionati per via delle novità regolamentari, ma che sta regalando gare più imprevedibili rispetto agli ultimi anni. Abbiamo fatto il punto della situazione con Ivan Capelli, ex pilota e ora volto della F.1 su Sky Sport, che ha fornito il proprio punto di vista su numerosi temi proiettandoci anche verso l’imminente GP dell’Ungheria.
Dopo la vittoria a Spa, come giudica questa prima parte di stagione di Kimi Antonelli? Si aspettava una prima parte di stagione così impressionante?
«Impressionante è proprio la parola giusta per descrivere la prima metà di stagione vissuta da Kimi, perché ha fatto un salto di qualità enorme durante l’inverno arrivando pronto sia dal punto di vista tecnico che mentale. Probabilmente nessuno si aspettava uno step così rapido ed incisivo rispetto a quanto visto nel 2025, ma a parlare sono i risultati: a soli 19 anni è in testa al mondiale e sta scrivendo un pezzo di storia della Formula 1».
Una velocità che ha preso in contropiede anche il compagno di squadra Russell.
«Assolutamente sì, Kimi ha dimostrato di essere entrato in simbiosi con la Mercedes e con queste nuove power unit, perciò Russell è stato preso un po’ alla sprovvista essendo un pilota con otto anni di esperienza che pensava di essere il grande favorito. Quando ci si ritrova in situazioni come questa diventa facile perdere la bussola e si comincia a pensare che ci siano delle differenze tra la propria vettura e quella del compagno di box, come sta facendo comprensibilmente George in un momento così complesso: pensa di essere meno ascoltato e di avere un’auto meno performante rispetto a quella di Antonelli, quando ovviamente non è così».
Anche perché, al di là di Antonelli, al momento la seconda forza è la Ferrari e non Russell.
«Togliendo Kimi dalla classifica potremmo dire di essere davanti a un campionato in cui la macchina da battere è la Ferrari e non la seconda Mercedes che in molte occasioni ha raccolto meno del previsto. Basti pensare a Silverstone in cui Russell è arrivato sul podio in maniera fortunosa dopo essere partito lontanissimo a inizio weekend. Uno scenario per certi versi inaspettato visto che ad inizio anno si pensava che proprio la Mercedes potesse vincere tutte le gare».
Quanto pesano gli “zero” di Antonelli a Barcellona e a Silverstone?
«Sicuramente sono stati pesanti essendo arrivati a causa di problemi alla monoposto, ma per lo spettacolo non è stato un male, perché se non si fossero verificati tali episodi adesso staremmo parlando di un vero e proprio dominio, mentre il bello di quest’anno è proprio che la situazione sia ancora aperta. Anche se dopo il successo di Spa, dove è il pilota a fare la differenza, diventa difficile non continuare a considerare Kimi il favorito».
Parlando della Ferrari, cosa le è mancato per restare costantemente al vertice?
«Sembra che non abbiano ancora trovato una ricetta perfetta per ogni Gran Premio e stanno quindi continuando a cercare l’equilibrio ogni volta che si cambia pista. Lo stanno comunque trovando perché anche su tracciati sulla carta sfavorevoli come Silverstone e Spa hanno portato a casa un buon bottino di punti».
Non a caso, Hamilton e Leclerc sono comunque riusciti a vincere almeno un GP.
«Esatto. Ciò che emerge da quanto abbiamo visto è che la macchina, in maniera analoga a quanto successo anche negli scorsi anni, sia più veloce in gara che in qualifica permettendo comunque ai piloti di ottenere buoni risultati anche se manca il guizzo nel giro singolo e questo vuol dire che la base di partenza è ottima».
Parlando del nuovo regolamento di quest’anno, che idea si è fatto? È un bene aver reso questa F.1 più imprevedibile?
«Devo ammettere di essere rimasto strabiliato da questo nuovo regolamento sin dai primi giorni di test, in cui alcune squadre sono riuscite a percorrere oltre cento giri in un singolo giorno. Con uno stravolgimento tale da un anno all’altro, credevo si andasse incontro a maggiori problematiche e invece per fortuna non è stato così. Poi come detto ci si aspettava una Mercedes in grado di vincere più o meno ogni gara, quando poi l’imprevedibilità l’ha fatta da padrona. Quest’anno mi sta facendo tornare un po’ indietro nel tempo a quando correvo io e le corse erano divertenti proprio perché erano imprevedibili. Non è più come qualche anno fa in cui l’ordine di partenza spesso combaciava con quello d’arrivo».
Come mai gli appassionati si sono divisi in due tra chi ama questa nuova F.1 e chi rimpiange l’era precedente?
«Penso che i nuovi appassionati, che si stanno avvicinando ora alla Formula 1 e hanno più o meno l’età di Antonelli, si divertano con le gare di oggi perché è questo il loro standard, mentre quelli di vecchia data hanno il difetto di fare sempre i paragoni con le ere precedenti, quando invece ognuna ha i suoi punti di forza e le proprie criticità. Semplicemente si tratta di un’epoca diversa e le corse si sono evolute di conseguenza».
Tra i grandi protagonisti sta mancando un po’ Verstappen, di cui si è parlato più per la 24 Ore del Nurburgring e per le sue dichiarazioni che per i risultati: come giudica la sua stagione?
«L’atteggiamento di Verstappen è quello che deve avere un quattro volte campione del mondo, che non si dà per vinto nonostante il divario importante continuando a dare il massimo sia in pista che fuori. Si vede la sua voglia di tornare al successo, così come quella di lottare per posizioni degne del suo blasone, e penso che da qui a fine anno possa arrivare anche il suo momento. Anche perché la Racing Bulls sta facendo vedere ottime cose con Lawson e Lindblad, perciò la power unit Ford utilizzata anche da Red Bull è buona, e se c’è un pilota che può tirarne fuori il potenziale, quello è proprio Max».
Potrebbe già dire la sua questo fine settimana in Ungheria?
«Credo che il GP di questo weekend possa essere uno dei più imprevedibili dell’anno e Verstappen e la Red Bull potrebbero inserirsi nella lotta con le Ferrari e le McLaren. Per una volta Antonelli e la Mercedes potrebbero essere gli outsider essendo un tracciato in grado di livellare le prestazioni delle varie auto. In Belgio le squadre con la miglior macchina hanno letteralmente spaccato in due il gruppo rifilando distacchi abissali al resto della griglia, mentre qui la differenza sarà più sottile e non mi stupirei nel vedere anche altre squadre come Audi e Racing Bulls ottenere il miglior risultato della stagione. Sarà senza dubbio un Gran Premio interessante».
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