Kimi Antonelli e Giovanni Minardi, una causa milionaria: cosa è successo dopo l'ingresso in F1

Il manager sicuro di essere stato scaricato senza giusta causa. Toto Wolff testimone
Giorgio Marota

Pubblicato il 24.07.2026, 08:59

 Ribellarsi alla figura del padre, secondo Freud, è una metafora che indica il processo di emancipazione emotiva dell’uomo. Finire ai ferri corti con il proprio mentore per beghe contrattuali, invece, è una dinamica molto più terrena che ha poco a che fare con dinamiche genitoriali e prospettive di crescita. Da tempo, ormai, il fenomeno Antonelli ha tagliato i ponti con Giovanni Minardi, il manager che lo ha scoperto quando aveva appena otto anni parlando di lui come «di un talento naturale impossibile da non vedere». A Minardi sono bastate due curve in una gara di kart per innamorarsi sportivamente del piccolo Kimi, una folgorazione oggi comune a tanti italiani che di domenica in domenica stanno apprezzando le tante sfaccettature della sua stoffa. Ma quello che non è mai emerso nelle cronache è che il legame tra Antonelli e Minardi, all’apparenza profondo e inscalfibile, si è interrotto bruscamente nel momento in cui il pilota ha compiuto il vero salto interno alla Mercedes, avviando la sua carriera in Formula 1. Sotto il profilo contrattuale e non solo. Solitamente le grandi scuderie chiedono ai giovani piloti sui quali investono di mollare agenti o rappresentati di qualsiasi genere per avere il controllo diretto sui loro diritti d’immagine, sui rapporti con la stampa e sugli accordi di sponsorizzazione. Antonelli avrebbe dunque receduto unilateralmente l’accordo con Minardi, che per tutta risposta lo ha portato in tribunale.

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Ecco quanti soldi ci sono in ballo

 La diatriba va avanti dalla seconda metà del 2025 al Tribunale di Bologna. L’oggetto del contendere? Dei compensi, stipulati nel mandato di rappresentanza concluso tra il manager e il campione, che a detta di Minardi non sarebbero stati mai elargiti. Tra i dettagli sul contenuto della causa, emerge il fatto che le parti siano distantissime dalla individuazione di un accordo transattivo che potrebbe evitare la prosecuzione del contenzioso. Antonelli non sembra infatti intenzionato a riconoscere i meriti che Minardi ritiene di avere avuto nella sua crescita, presentando il pilota anche alla Ferrari prima dell’approdo in Mercedes. Il manager, che non ne fa solo una questione di soldi ma anche di principi, ritiene di essere stato scaricato senza giusta causa; Antonelli, viceversa, di aver agito nei confini della legalità. In ogni caso, si tratta una causa a molti zeri se consideriamo che nella stagione del debutto (la scorsa) il pilota dovrebbe aver incassato qualcosa come 12-13 milioni di euro e che nell’annata sportiva in corso gli incassi inevitabilmente lieviteranno. Kimi sta infatti battendo tutti i record ed è in testa alla classifica con l’ambizione di conquistare il suo primo Mondiale. Nelle prossime udienze potrebbero sfilare, tra i testimoni, il responsabile delle Academy di Mercedes e Toto Wolff, il Team Principal della scuderia tedesca.