La scelta della Ferrari e la grinta di Alonso

La scelta della Ferrari e la grinta di Alonso© EPA
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Mauro Coppini

L’uomo nell’ombra colora una Ferrari sbiadita. In Canada, Carlos Sainz coglie un secondo posto, alle spalle di Max Verstappen, buono per recuperare quell’auspicato trionfo, poi tradito nel corso del campionato, per trasformarlo in una più credibile auspicata rimonta.
Con la Ferrari pronta a “conquistare” l’ultima fila dello schieramento, sfruttando con destrezza le pieghe di un regolamento capace di consentirgli in futuro di poter disporre di un prezioso motore in più. E che allo stesso tempo ha permesso a Charles Leclerc di ottenere un buon quinto posto, che lo mantiene in corsa per un campionato che lo vede indiscusso protagonista delle qualifiche. Se fino ad oggi le scelte del “muretto” del box sono state discutibili, bisogna riconoscere che in questo caso il risultato ottenuto è destinato a fare storia.
Ma il Gran Premio del Canada conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che l’unico strumento in grado di trasformare una sia pur affascinante sequenza di monoposto, in uno spettacolo attraente è la safety car. Sezionando uno spettacolo ridondante dal punto di vista della durata in una sequenza di episodi. Ognuno con caratteristiche diverse, capaci di mantenere in tensione lo spettatore.
Il Canada è stata anche la prestazione di Fernando Alonso, con la sua Alpine in prima fila al via e con una grinta in gara entusiasmante. Tra qualche giorno compirà 40 anni ma in pista, a lottare con la meglio gioventù della Formula 1, non li dimostra davvero.

F1, Verstappen e Sainz top in Canada
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