Ferrari, non solo Hamilton: altro sgarbo terribile alla Mercedes?

Wolff, capo del team tedesco, spaventato per il possibile assalto della Rossa a Bonnington che è con Lewis da 12 anni: tutti i dettagli
Fulvio Solms

Brackley, Brixton, anche Stoccarda: dall’Inghilterra alla Germania c’è agitazione alla Mercedes. Il capo Toto Wolff ha avvertito gli ingegneri che potrebbero essere presto contattati dalla Ferrari. Gioca d’anticipo. La separazione dal suo campione-simbolo è già in fase metabolica, ma ora c’è da arginare l’assalto che Maranello darà agli uomini segnalati da Hamilton a Vasseur. A cominciare da Peter “Bono” Bonnington, l’ingegnere con cui Lewis fa coppia da dodici anni. È pesantissimo il colpo subito da Wolff, che ha scoperto la tresca ferrarista in un incontro ritenuto innocuo con Hamilton, mercoledì scorso a Brackley. Si dicono tutto? E quello tutto gli ha detto, anche ciò che Wolff non poteva immaginare. Poi giovedì, quando la notizia è franata dopo l’anticipazione del Corriere della Sera, da Milano dov’era per riunioni tecniche in Pirelli, ha indetto un’immediata riunione plenaria della squadra, gestendola in remoto.

Hamilton, il primo strappo con la Mercedes

Ma il distacco di Hamilton era cominciato da tempo. Prima scossa nel luglio scorso, la domenica sera di Silverstone: terzo tra Norris e Piastri, il campione s’era lamentato dei progressi McLaren. La sostanza del suo intervento: «Hanno i nostri motori e i nostri cambi: quella macchina a inizio anno non andava, e ora ci sta davanti!». Da quel momento la sensazione che i suoi faticassero a sbrogliare la matassa, seguita da un calo della fiducia. Non pensava alla Ferrari e così ha chiesto il classico ponte d’oro: cinque anni di contratto. Le parti hanno preso a ragionare su un “tre+due”, che su pressioni della Mercedes è diventato l’“uno+uno” (2024 ed eventuale 2025) sotto cui a fine agosto sono state apposte le firme.

Il mea culpa di Wolff

«Siamo stati noi a spingere per un contratto breve, ma non potevamo impegnarci più a lungo - così ieri Wolff ha ammesso l’autogol -. Non so con precisione cosa sia cambiato tra noi, so solo che nei giorni di Natale eravamo molto allineati». Essendo un campione nelle trattative ripercorre ora la vicenda all’indietro, per capire: «Aveva bisogno di una nuova sfida, cercava una realtà diversa e questa era l’unica possibilità che aveva».


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In Ferrari c'è l'amico Vasseur

Non c’è risentimento nei confronti di Vasseur: «Ho grande rispetto per lui, per il suo ruolo e la sua storia, ma anche perché siamo amici da tempo. Non provo nulla di negativo nei suoi confronti: assumere i migliori fa parte del nostro lavoro. A volte discutiamo: diciamo che come nel rugby vola qualche pugno, ma c’è sempre rispetto. Sono certo che Fred avrà un ottimo rapporto con Lewis». È evidente che anche per lui il 2024 sarà sofferto, con George Russell che dovrà spiccare il volo da leader, e Hamilton tagliato fuori dalla conoscenza delle più interessanti informazioni tecniche. Bisognerebbe alleggerire il pensiero e questo ha fatto ieri la Mercedes, postando sui social: «Lezione uno, imparare a dire ciao». Con ironia, ma anche amarezza.


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Brackley, Brixton, anche Stoccarda: dall’Inghilterra alla Germania c’è agitazione alla Mercedes. Il capo Toto Wolff ha avvertito gli ingegneri che potrebbero essere presto contattati dalla Ferrari. Gioca d’anticipo. La separazione dal suo campione-simbolo è già in fase metabolica, ma ora c’è da arginare l’assalto che Maranello darà agli uomini segnalati da Hamilton a Vasseur. A cominciare da Peter “Bono” Bonnington, l’ingegnere con cui Lewis fa coppia da dodici anni. È pesantissimo il colpo subito da Wolff, che ha scoperto la tresca ferrarista in un incontro ritenuto innocuo con Hamilton, mercoledì scorso a Brackley. Si dicono tutto? E quello tutto gli ha detto, anche ciò che Wolff non poteva immaginare. Poi giovedì, quando la notizia è franata dopo l’anticipazione del Corriere della Sera, da Milano dov’era per riunioni tecniche in Pirelli, ha indetto un’immediata riunione plenaria della squadra, gestendola in remoto.

Hamilton, il primo strappo con la Mercedes

Ma il distacco di Hamilton era cominciato da tempo. Prima scossa nel luglio scorso, la domenica sera di Silverstone: terzo tra Norris e Piastri, il campione s’era lamentato dei progressi McLaren. La sostanza del suo intervento: «Hanno i nostri motori e i nostri cambi: quella macchina a inizio anno non andava, e ora ci sta davanti!». Da quel momento la sensazione che i suoi faticassero a sbrogliare la matassa, seguita da un calo della fiducia. Non pensava alla Ferrari e così ha chiesto il classico ponte d’oro: cinque anni di contratto. Le parti hanno preso a ragionare su un “tre+due”, che su pressioni della Mercedes è diventato l’“uno+uno” (2024 ed eventuale 2025) sotto cui a fine agosto sono state apposte le firme.

Il mea culpa di Wolff

«Siamo stati noi a spingere per un contratto breve, ma non potevamo impegnarci più a lungo - così ieri Wolff ha ammesso l’autogol -. Non so con precisione cosa sia cambiato tra noi, so solo che nei giorni di Natale eravamo molto allineati». Essendo un campione nelle trattative ripercorre ora la vicenda all’indietro, per capire: «Aveva bisogno di una nuova sfida, cercava una realtà diversa e questa era l’unica possibilità che aveva».


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