Leclerc ci crede: "Ferrari, i segnali sono buoni". Com'è andato il primo test
La percezione deve essere qualitativa: non si può certo parlare di circuito vuoto se girano solo due macchine che si chiamano Ferrari e Red Bull. È successo ieri, quando molti team tra cui McLaren e Mercedes hanno passato il turno, visto che la giornata volgeva al brutto. Le vedremo in azione oggi (sempre con l’incognita maltempo) con il ritorno al volante di Lando Norris, stavolta da campione in carica. Ed è attesa anche l’Aston Martin di Adrian Newey. La Ferrari ha operativamente debuttato con Charles Leclerc, sostituito al pomeriggio da Lewis Hamilton, mentre per la Red Bull è stata la seconda giornata di attività, dopo il lunedì con Hadjar (ricordiamo che al Montmelò si potrà girare fino a venerdì: ogni team per tre giorni a scelta, con una vettura).
Leclerc, segnali positivi
Interessanti le parole di Leclerc, faro tecnico di Maranello nel 2025. Ed è piacevole che stia cambiando idea sulle macchine del 2026, dopo le perplessità seguite ai test sul simulatore («Non il massimo del divertimento»): ora ha un atteggiamento più partecipe e soddisfatto. «È stato bello tornare a guidare su una vettura completamente nuova, molto diversa da quelle che conoscevamo. Ora il nostro lavoro è teso a capire se tutto funziona correttamente, e direi che più o meno è andata bene». Poca o nessuna attenzione ai tempi, ovviamente: «Non ci interessa la prestazione, per quella vedremo più in là, abbiamo un elenco di verifiche sulla funzionalità dei nuovi sistemi e comunque tutto ha funzionato come doveva, quindi è un segnale positivo».
Le aspettative sulla Ferrari
La Rossa porta con sé un carico enorme di aspettative: «Spero che saremo noi il team capace di fare la differenza – ha detto Leclerc – Ma in qualsiasi caso faremo tutto per riportare la Ferrari al vertice. È passato parecchio tempo dall’ultima volta, quindi spero davvero che questo sia il nostro anno». Volendo confrontare la presenza in pista sua e Verstappen, al mattino, il ferrarista ha girato molto di più: 64 tornate (quasi un intero GP, che ne conta 66) contro i soli 27 giri di Max, autore in curva 5 di un fuoripista che ha causato una bandiera rossa.
Hadjar a muro
Red Bull ieri ha comunque completato 108 giri grazie all’intenso lavoro svolto nel pomeriggio, sempre sul bagnato, da Isaak Hadjar che è stato più veloce di Hamilton (volendo guardare per curiosità a riscontri cronometrici che non hanno valore tecnico), autore di 56 giri. Il franco-algerino ha però fatto chiudere la pista con mezz’ora di anticipo per un’uscita sulle barriere in curva 14.
