Hamilton da impazzire, gli sviluppi Ferrari funzionano: "Mi avete ricordato chi sono"
Un anno per conoscersi e riconoscersi, due ore per recuperare il proprio reciproco patrimonio genetico e un’identità solo apparentemente dimenticata. E poi c’è il cuore, quello che un Lewis Hamilton in lacrime si batte più volte freneticamente sul podio guardando la sua nuova gente, quella in Rosso, il popolo Ferrari commosso insieme a lui, anche per essere stato capace di trasformare l’algido baronetto di Stevenenage nel più appassionato degli ultrà. Parafrasando il famoso detto “aiuta la Ferrari, che la Ferrari t’aiuta”, eccoli non solo metaforicamente a braccetto tagliare insieme il traguardo della torrida Barcellona per tornare a urlare e piangere di gioia per una vittoria che mancava da 34 gare e 595 giorni alla Ferrari, da 40 gare e 686 giorni a Lewis - rispettivamente da Messico 2024 e da Spa 2024 -, Un parallello tecnico e temporale impressionante che trasforma il 41enne 7 volte iridato quasi in un debuttante al primo centro. Ancora al volante urla via radio nel suo faticoso italiano: «Grazie a tutti a Maranello, (poi in inglese) mi avete aiutato tantissimo a realizzare questo sogno, non potrò mai ringraziarvi abbastanza. Ai tifosi, grazie per avermi ricordato chi sono. Non ce l’avrei mai fatta senza di voi. Forza Ferrari, forza Ferrari! (di nuovo in italiano, ndr). Ragazzi, grazie anche per quei fantastici pit stop, scusate se continuo a parlare. Sono davvero orgoglioso di voi. Grazie».
Arrivato nel parco chiuso, Lewis scende dalla sua SF-26, esulta stringendo i pugni e poi si tuffa con balzo da ghepardo tra i meccanici, li saluta uno a uno, nascondendo le lacrime sotto il casco che indossa ancora quando corre ad abbracciarlo il suo erede designato, Kimi Antonelli. Poi si piega sulle ginocchia prima del peso, una manciata di secondi necessari a gestire un’emozione fortissima che sul palco delle interviste torna evidente a tutti mentre dichiara il suo amore alla Ferrari: «Grazie al mio team, alla Ferrari e a tutti quelli in fabbrica. Grazie a Fred (Vasseur ndr) per avere creduto in me e avermi portato in squadra. Ho iniziato un sogno che sembrava quasi impossibile durante la scorsa stagione, ma non abbiamo mai perso la speranza e il team ha continuato a sostenermi. Abbiamo apportato tantissimi cambiamenti e miglioramenti. Inoltre ho i migliori tifosi che uno sportivo possa mai desiderare».
Una metamorfosi totale ricordando le parole dello stesso Lewis dopo le qualifiche del GP di Ungheria dello scorso agosto, quando con Leclerc in pole lui chiuse 13° con sfogo annesso: «La squadra non ha problemi, il problema sono io. Sono inutile. Al team forse serve un altro pilota», disse. Ma il tempo e il DNA non mentono mai. E se è vero che le sue indicazioni sono state utilissime agli ingegneri di Maranello per mettere insieme gli sviluppi visti a Barcellona, è vero che portarli al traguardo è stato Sir Lewis, capace di gestire alla grande le tre soste, sfruttando con un pizzico di fortuna la Virtual Safety Car che a fine corsa stava per ribaltare di nuovo lo scenario e le incomprensibili scelte di Mercedes, con Antonelli tenuto dietro a Russell per poi perdere Kimi a causa dello stesso guaio alla centralina che aveva fermato.George in Canada.
E ora può cominciare davvero un’altra storia per tanti motivi: la vittoria n.106 in F1 di Lewis è la prima in Ferrari (alla 31ª gara) e arriva esattamente 30 anni dopo la prima vittoria di Michael Schumacher in Rosso, proprio a Barcellona. Di Schumi Lewis ha battuto anche il record di successi al Montmelò: ben 7. Ma soprattutto la testa del Mondiali di Kimi è a soli 41 pun ti... «Le vittorie sono tutte speciali - continua Lewis -. Ma questa è qualcosa di diverso. Da giovane guardavo i successi della Ferrari iun tv. Da quando corro qui, mi chiedevo come sarebbe stato vincere con quella macchina e ora è successo. Ho fatto e sto facendo tantissimo lavoro dietro le quinte. La Ferrari mi sta dando fiducia nei cambiamenti che abbiamo apportato. Credono e si fidano delle decisioni e delle mie richieste e stiamo lentamente iniziando a vedere che tutto sta andando al suo posto. La lotta per il titolo? La accetto. C’è ancora molta strada da fare, la Mercedes ha ancora un ottimo passo. Ma continueremo a lavorare e a cercare di colmare il divario. Non è finita, questo è sicuro». Grazie a te Lewis per averci ricordato chi sei veramente e cos’è la Ferrari.
