Braccio di ferro Leclerc - Hamilton, si accende il duello per il leader della Ferrari: "Ha vinto copiando…"
Bella rogna in arrivo, anzi bellissima perché ogni team principal si augura di ritrovarsi a gestire due piloti vincenti e protagonisti. Oggi capita alla Ferrari, con Lewis Hamilton e Charles Leclerc – citati in ordine di classifica – reduci da una vittoria a testa nel volgere degli ultimi tre GP, e questo non è un puro confronto generazionale come avviene tra Russell e Antonelli all’interno della Mercedes. Qui abbiamo un sette-volte-campione-sette, ego ipertrofico, maschio alfa da sempre, abituato a essere leader e uso a erigere, mattone dopo mattone, la sua leggenda. E abbiamo un pilota che da sette-anni-sette costruisce il suo futuro dentro la Ferrari e lo vuole così, rosso, costi quel che costi. Anche se si tratta di soffrire e vincere solo otto gare – ops, sono diventate nove – in tanti anni. Amabile con gli altri Charles, ma calvinista con sé stesso. E fateci caso: ognuno con i suoi punti di forza, rimarca di essere il faro che condurrà la squadra in acque sicure.
Merito di Charles
Charles, tornato a vincere dopo una traversata nel deserto lunga 22 mesi, ha chiaramente sottolineato quanto il successo di Silverstone sia derivato da autonomia di pensiero e scelte personali. Sabato, deluso dalla Sprint, si era sbilanciato con quella che rischiava di passare per una sbruffonata: «So cosa cambiare per la gara, ho in mente una modifica importante e sento che la macchina, con cui avevo poco feeling, possa prendere a funzionare. Ne avrò vantaggi anche nei prossimi GP». Lucidamente: seguirò una strada mia, che assecondi lo stile di guida mio (e comunque: nulla che riguardi i freni). Detto e fatto: c’era Charles domenica ad approfittare delle occasioni, sicché la Ferrari come già al Montmelò è riuscita a chiudere davanti a una super Mercedes dall’affidabilità tremolante.
Merito di Lewis Hamilton
Ma Hamilton ha tenuto ad appenderci il suo cappello: «Mi dà fiducia che il simulatore avesse dato indicazioni molto diverse sull’assetto – ha detto – ma io e i miei ingegneri abbiamo tirato dritto sulle nostre convinzioni. Charles aveva iniziato con il suo assetto, poi il simulatore lo ha spinto a cambiare, infine la filosofia e la direzione che avevo intrapreso io sono risultate quelle giuste e lui si è adeguato». E ancora: «Bello vedere che le mie indicazioni stiano dando i loro frutti». Charles ha vinto grazie a me, questo dice chiaramente Lewis. La volata per il ruolo di leader è apertissima e al momento, secondo la classifica, è in vantaggio Hamilton.
Merito della Rossa
I due guidano in un modo diverso ma la monoposto è una: buona, al momento. Ecco perché ognuno cerca di infondere nei tecnici le proprie personali convinzioni. Leclerc guida più di forza, quasi brutale: vuole l’anteriore inchiodato come un bisturi sulla traiettoria che lui detta. Hamilton cerca più gradualità ma parliamo di fine tuning, sottigliezze non facili da cogliere. Prossima tappa Spa-Francorchamps, tra due domeniche: sarà più dura per le Ferrari, che nel GP di Gran Bretagna hanno sfruttato sui rettilinei piccoli surplus di energia sapientemente accumulati nei curvoni, dai quali uscivano sempre più veloci delle Mercedes. In Belgio questi curvoni non ci sono: la teoria dice che le Rosse faticheranno, ma quest’anno è fatta per andare gambe all’aria. Tra l’altro, le prestazioni al limite tendono a squinternare l’affidabilità delle Frecce d’argento.
Merito di Vasseur
Intanto gli esiti di Silverstone, che i vertici della Ferrari si erano dati come termine per determinare il futuro di Fred Vasseur, contribuiscono a rafforzare la sua posizione. Il francese è motivato ma anche molto stanco: resta da capire perché, né dopo il ritorno alla vittoria in Spagna né dopo la pietra miliare della 250ª a Silverstone, il presidente Elkann non lo abbia citato nelle sue congratulazioni alla squadra.
