
Leclerc fa autogol in Belgio e si arrabbia: svista per una bandiera gialla, cosa è successo
Pare che stavolta non ci si a pasticcio federale e che la rubrica “bandiera gialla del giorno” sia da ascriversi a un equivoco che ha preso forma davanti agli occhi di Charles Leclerc. Insomma non ci sarebbe un nuovo caso, come la pole soffiata da Russell ad Antonelli in Austria, appunto sotto bandiera gialla. Anche le conseguenze sono assai meno pesanti: Charles partirà quarto, laddove avrebbe potuto scattare terzo; sempre seconda fila, ma a sinistra e leggermente arretrato, rispetto alla posizione di destra. Neanche lui ne ha fatto una tragedia, com’è giusto.
L'equivoco
Il commissario agitava la gialla nella corsia d’ingresso dei box giacché in quel budello la FIA aveva fatto fermare la Red Bull, ma era visibile anche a chi usciva dall’ultima staccata della Bus Stop: Leclerc ci è cascato e ha leggermente mollato col gas, lasciandoci un decimino. Ha così perso la posizione da Russell (sempre all’incasso con le gialle!) e da Norris, che però sarebbe comunque scivolato indietro di dieci posti. In realtà, essendo le segnalazioni sull’ingresso ai box visibili anche dalla pista, nella riunione dei piloti se ne era parlato e il tema era stato verbalizzato come segue: "Se sulla sinistra della via di accesso ai box viene esposta una bandiera gialla, ciò costituisce un avviso di incidente avvenuto sulla via di accesso ai box. Questa bandiera non riguarda i piloti che rimangono in pista". Poco da aggiungere.
La rabbia di Leclerc
"Partire in prima fila mi avrebbe fatto comodo – ha detto Charles ma in realtà Verstappen, più veloce di due decimi abbondanti, non era alla sua portata – Nella riunione dei piloti se n’era parlato, ma non era chiaro dove il commissario si sarebbe posizionato. Che rabbia: ho visto il giallo e nel dubbio ho mollato un po’". Oltre la singolare vicenda c’è una Ferrari che per due giorni ha inseguito le rivali Mercedes, Red Bull e McLaren, sia pure da vicino. La gara di oggi si presenta complicata per la Rossa che soffre sul dritto. Hamilton stava per beneficiare del rallentamento di Charles, ma alla fine gli è rimasto dietro per due millesimi. La vera impresa l’hanno compiuta i meccanici di Lewis, sostituendo una ruota posteriore strappata – quindi con coinvolgimento di motore-cambio – nelle libere e rimettendogli a posto in poco più di due ore l’intero retrotreno, frantumato su una barriera dopo un’uscita nella ghiaia (stessa dinamica di Gasly al venerdì). Lewis s’è un po’ lamentato: "La macchina ha perso prestazione dopo la riparazione, forse due decimi. Ero da terzo posto, ho fatto quel che ho potuto". Memento però: la ruota sul muro l’aveva staccata lui.
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