Kimi Antonelli a ruota libera, cosa succede quando sale sulla Mercedes e quel gesto del padre

Kimi Antonelli racconta la pressione in Formula 1 e l’eredità di Hamilton. E Toto Wolff svela la sua trasformazione quando entra in modalità gara

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Pubblicato il 25.08.2026, 13:51

A diciannove anni porta sulle spalle aspettative che per molti sarebbero già un peso enorme. Per Kimi Antonelli, invece, sembrano essere soprattutto carburante. Il pilota italiano della Mercedes, chiamato giovanissimo a raccogliere l'eredità di Lewis Hamilton, racconta la sua Formula 1 tra velocità, pressione e ambizione nella cover story che GQ Italia gli dedica nel numero di settembre (in edicola dal 25 agosto). Un ritratto che va oltre il talento al volante e prova a raccontare cosa accade quando un ragazzo cresciuto sui kart si ritrova improvvisamente tra i protagonisti del circuito. "Inseguire, a volte, è molto bello ed emozionante. Alla lunga, però, stare sempre a rincorrere può diventare stressante", ammette Antonelli.

Kimi Antonelli e il peso dell'eredità di Hamilton

La Mercedes ha seguito Antonelli fin dai campionati giovanili, accompagnandone una crescita rapidissima fino alla decisione più importante: affidargli a soli diciotto anni il posto lasciato libero da Lewis Hamilton. Un'eredità enorme, soprattutto per un ragazzo chiamato a confrontarsi immediatamente con i migliori piloti del mondo. Antonelli, però, sembra aver imparato presto a convivere con la pressione. "Credo che essere in testa sia in realtà un'ottima posizione: puoi semplicemente concentrarti su cosa devi fare e quando, ed eseguirlo nel migliore modo possibile", racconta. Dietro questa mentalità c'è una passione nata prestissimo. Aveva appena cinque anni quando ha provato per la prima volta l'emozione del kart. Una sensazione rimasta intatta anche quando la velocità è diventata un lavoro. "Ricordo che adoravo la sensazione di velocità e l'adrenalina. Da quel momento in poi, è stato un vero e proprio decollo", ricorda. Da allora la scalata è stata velocissima, fino all'arrivo nella categoria che da bambino poteva soltanto sognare. La sfida adesso è diversa. Non basta essere il ragazzo prodigio scelto dalla Mercedes: bisogna trasformare le aspettative in risultati, imparando a gestire gare, pressione e inevitabili momenti difficili.

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Toto Wolff racconta Kimi: "In gara si trasforma completamente"

A osservare quotidianamente questa trasformazione è Toto Wolff. Il Team Principal e CEO della Mercedes descrive Antonelli partendo proprio dal contrasto tra il ragazzo che vive lontano dalla pista e il pilota che compare quando si abbassa la visiera. "È un ragazzo italiano, nel senso più semplice e autentico del termine. Ha diciannove anni, ma ne dimostra sedici. Voleva solo stare in un ambiente familiare", spiega Wolff. Poi arriva il momento della gara e qualcosa cambia. "Quando entra in modalità gara, viene completamente assorbito", racconta il numero uno della Mercedes. Terminata la competizione, invece, Antonelli avrebbe quasi bisogno di un passaggio per tornare alla normalità: "È come se avesse bisogno di ricalibrarsi: Kimi è tornato sul pianeta Terra. È affascinante". Wolff si spinge anche verso un paragone pesantissimo, pur mettendo immediatamente le distanze: "Non voglio fare paragoni con Senna, ma come lui ha questa doppia dimensione". Un'immagine che restituisce uno degli aspetti più interessanti del giovane italiano: la capacità di conservare fuori dall'abitacolo la semplicità di un ragazzo della sua età e, allo stesso tempo, trasformarsi quando arriva il momento di competere.