Kimi Antonelli a ruota libera, cosa succede quando sale sulla Mercedes e quel gesto del padre
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Le parole del padre di Kimi Antonelli
Dietro l'ascesa di Kimi Antonelli c'è anche una famiglia che ha vissuto dall'interno ogni tappa del percorso. E che, almeno inizialmente, avrebbe preferito tenerlo lontano proprio da quel mondo che oggi lo vede protagonista. "Mio padre non voleva che corressi, perché l'automobilismo è uno sport bellissimo, ma a volte può essere molto crudele", rammenta Kimi. Una preoccupazione comprensibile in uno sport nel quale talento e velocità devono convivere con pressione, rischi e competizione esasperata. Marco Antonelli conosce bene anche il peso che il figlio ha dovuto affrontare nel momento del salto più importante. "Se ti alleni con la Mercedes, prendi il posto di Lewis Hamilton e hai diciotto anni, il primo anno in Formula 1 è molto difficile", sottolinea. Ma è proprio dal padre che Kimi avrebbe ricevuto uno degli insegnamenti fondamentali della sua carriera: distinguere nettamente ciò che succede fuori dal circuito da quello che accade quando si corre. "È bello avere amici fuori dalla pista, ma quando sei in gara non è possibile averne", spiega Marco Antonelli. Una filosofia trasmessa al figlio fin dai primi anni sui kart: "Devi saperti trasformare, come un predatore".
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