Il monociglio di Achille Costacurta fa discutere: "Lo toglierò ad una sola condizione"

Il monociglio di Achille Costacurta fa discutere: "Lo toglierò ad una sola condizione"

Il monociglio come segno identitario: Achille Costacurta racconta perché non lo tocca e in quale caso farebbe un’eccezione
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Achille Costacurta è tornato a far parlare di sé, mescolando provocazione estetica, messaggi sociali e un racconto personale senza sconti. Il suo tratto più riconoscibile, ovvero il monociglio, da presunto difetto è diventato una firma identitaria, esibita con orgoglio in un’epoca che ha rivalutato l’imperfezione come cifra stilistica. 

Achille Costacurta  parla del suo monociglio

Un segno distintivo che oggi molte celebrità rivendicano, da passerella a set televisivi, e che per Costacurta è soprattutto una dichiarazione di libertà. Eppure, proprio quel monociglio potrebbe scomparire. A una condizione precisa: una donazione da 100 mila euro a favore di un’associazione che si occupa di ragazzi con sindrome di Down. L’idea nasce da una serie di commenti ricevuti sui social da Achille: c’è chi lo invita a "sistemarsi", chi a tagliare i capelli, chi a uniformarsi a un’estetica più convenzionale. La risposta di Costacurta Junior è netta e rivendicata a voce alta: "Non dovete mai essere schiavi della società". E poi il rilancio: cambierà look solo se il gesto avrà un valore concreto, solidale. "Non cambiate mai per nessuno. Rimanete sempre voi stessi", ha aggiunto, trasformando una provocazione in un messaggio identitario.

I problemi di Achille Costacurta tra droghe e TSO

In una recente intervista, il figlio dell’ex calciatore e allenatore Billy Costacurta e di Martina Colombari ha raccontato senza filtri il lato più oscuro della sua adolescenza e della prima giovinezza. Ha spiegato di aver iniziato a fumare a 13 anni e di aver fatto uso di sostanze psichedeliche, come la mescalina, al compimento dei 18 anni. Un percorso che lo ha portato più volte a perdere il controllo, fino a episodi di forte violenza. Tra i ricordi più duri, quello di una colluttazione con la Polizia, intervenuta dopo che Costacurta aveva dato in escandescenze su un taxi mentre era sotto l’effetto di droghe. Secondo il suo racconto, uno degli agenti lo avrebbe colpito e lui, in stato di allucinazione, avrebbe reagito aggredendolo. Un episodio che segnò l’inizio di una lunga serie di Trattamenti Sanitari Obbligatori: in totale, sette TSO. È stato proprio dopo l’ultimo ricovero che è arrivata la svolta. "Mi hanno detto che se fossi arrivato dieci giorni dopo sarei morto", ha raccontato, ricordando un battito cardiaco fuori controllo. Davanti a lui, una scelta chiara: continuare a distruggersi o accettare un aiuto. "Mi hanno fatto cambiare vita. Grazie a loro non mi drogo più".


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