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Halloween: l'horror e la tradizione

Halloween: l'horror e la tradizione

Dalla storia alla tavola. Il rito pagano diventa un simbolo del consumismo ma anche ricette nazionali

 

giovedì 12 novembre 2015 10:27

Per tutti coloro che, giunti in questo periodo dell’anno, si chiedessero qual è il senso di festeggiare una delle tante “americanate” dei giorni nostri sarà interessante scoprire che in realtà si tratta di una celebrazione dalle origini antichissime.

Antica almeno tanto quanto la popolazione che per prima ha dato vita a questa ricorrenza, i Celti, un popolo nordeuropeo del secondo millennio a.C.. Perché a cavallo tra autunno e inverno, abbondanza e scarsità, vita e morte, gli antenati dei più moderni irlandesi il 31 ottobre celebravano la festa pagana di Samhain (in gaelico “fine dell’estate”), una vera e propria vigilia di Capodanno, il 1 novembre, quando dalla stagione calda si passava a quella fredda. Con l’avvento del cristianesimo il 1° novembre si trasforma nella festa di Ognissanti preceduta dunque dall’All Hallow’s Eve (da cui il nome Halloween), la sua vigilia.

Nella seconda metà del XVIII secolo furono proprio i migranti irlandesi in fuga dalla carestia che contribuirono a diffondere la tradizione fuori dai confini nazionali, soprattutto negli Stati Uniti dove, per sopravvivere, si trovavano costretti a chiedere l’elemosina casa per casa offrendo preghiere in cambio di cibo: fu per imitarli che gli americani iniziarono la tradizione del “dolcetto o scherzetto” quando, vestiti di stracci o in maniera spaventosa, vagavano per il vicinato in cerca di divertimento.

Ma dal punto di vista culinario? Molte, anzi, moltissime le ricette che nel corso dei millenni si sono fatte tradizione un po’ in tutto il mondo. Partendo proprio dall’Irlanda, incontriamo i famosi colcannon e barm brack, due preparazioni tipiche del periodo: zuppa di cavolo la prima, un gustoso dolce con sorpresa la seconda, un pane cresciuto nel cui impasto si aggiungono anche un pisello, un bastoncino, un pezzo di stoffa e un anello; si dice che chi, assaporando la propria fetta, troverà la sorpresa potrebbe, in ordine, non sposarsi, partire in guerra, diventare povero o sposarsi entro l’anno.

Direttamente da oltreoceano poi, la pumpkin pie, una crostata alla zucca rivisitata pensata apposta per la notte dei fantasmi. In Italia immancabili sono le fave dei morti, dolcetti originariamente preparati con le fave secche triturate, ingrediente poi sostituito dalle mandorle a causa della sua alta allergenicità. Tuttavia, il nome rimase invariato dato che da secoli la fava, per via delle sue lunghe radici che affossano nel terreno come fossero un tramite tra la terra e il mondo sotterraneo tanto che in passato si credeva che nei loro baccelli giacessero le anime dei morti. A Roma, tra le tante iniziative per divertirsi a tema, due proposte su tutte: il Casale di Tor di Quinto che, nella notte di Halloween propone un menu d’eccezione, in cui i sapori dell’autunno si mescoleranno a quelli del mistero, grazie ai riti propiziatori della Maga Manuela. In zona Eur, invece, lo Chalet Squisito organizza per l’occasione Halloween con delitto, una cena comprensiva di spettacolo comico in compagnia della Famiglia Addams.

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