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Andrea Rivera: «Vi racconto il mio spettacolo di strada»

Andrea Rivera: «Vi racconto il mio spettacolo di strada»

L'attore e comico romano sta per tornare a teatro con "The Best(ia) of Andrea Rivera" in scena al Sala Uno dal 22 dicembre al 10 gennaio

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giovedì 17 dicembre 2015 12:39

Andrea Rivera è uno dei principali interpreti del teatro-canzone dei giorni nostri. Al grande pubblico si fa conoscere per la partecipazione al programma di Rai 3 di Serena Dandini, Parla con me, dove realizza delle improbabili e buffe interviste al citofono. Dal 22 dicembre al 10 gennaio sarà in scena al Teatro Sala Uno con “The Best(ia) of Andrea Rivera”, uno spettacolo che ripercorre 15 anni di carriera.

Festeggi dunque 15 anni di carriera, quali sono stati i momenti più belli?
Son stati quando nel mio camerino mi salutavano le ventenni, ora entrano e si lamentano della pensione troppo bassa (ride, ndi). A parte gli scherzi, sicuramente il Premio per il teatro civile “Paolo Borsellino” e presentare da tre anni il bellissimo e importante Primo Maggio a Taranto, città come la definisco io “fondata da Spartani e venduta  a dei figli di Troia”. Taranto, come altre città industriali, merita aria pulita e lavoro dignitoso per l’incolumità dei bambini in primis.

In The Best(ia) ritroviamo tutti questi momenti?
Le ventenni spero di sì (ride, ndi). Il teatro civile sicuramente! Il mio è uno spettacolo “di strada” perché sono nato artisticamente nelle strade di Trastevere e non lascerò mai la via “maestra“. Di certo ci sarà la presenza di Matteo D’Incà alle chitarre e non solo e di Pigna come attrice cagna...(ride, ndi).

Come è nata l’idea di questo spettacolo?
Dall’ultima lettera di Equitalia che mi è arrivata...(ride, ndi). Nasce dalla voglia di farmi conoscere dai giovani che ancora non sanno cosa faccio in scena . Portare il teatro-canzone nelle scuole al posto dell’ora di religione per me è sacro…santo.

Che spettacolo sarà? Cosa dovrà aspettarsi chi verrà a vederti?
Lo spettacolo durerà dalle 3 alle 5 ore dipende da come avete parcheggiato la macchina a San Giovanni… (sorride, ndi). Lo cambio ogni giorno, quindi è tutto il contrario della politica italiana. Anche il 31 dicembre sarò in scena. Quella sera io mi annoio sempre, almeno col pubblico mi diverto. 

Tanta ironia, ma non mancherai di affrontare anche dei temi seri e di attualità…
Certo, come la paura dell’ “altro” ormai visti gli ultimi tragici avvenimenti è dominante e lo spettacolo inizia proprio con questo tema, ma sempre in chiave tragicomica. Non svelo nulla, altrimenti che venite a fa’?

C’è un attore o un regista a cui ti ispiri o ti sei ispirato nel corso della tua carriera?
Certamente a Remo Remotti da poco scomparso. Remo è davvero immortale con le sue opere: sia che si tratti di monologhi – “La guerra dei vecchietti” e “Mamma Roma addio” dovrebbero insegnarle dalle scuole medie - sia per le sue sculture e pitture. Farò un omaggio al maestro Remotti con una poesia a lui dedicata e riproporrò uno sketch dove io ero Gesù e lui Dio: io ridevo in scena e non vedevo nulla per il sudore e le lacrime agli occhi e lui mi diceva:  “Io volevo na femmina...”! (ride, ndi).

Oltre al teatro, dove ti rivedremo prossimamente?
La tv oggi non mi propone nulla di interessante per far satira vera e non cabaret. Quindi mi apro il mio canale Youtube dove sarò libero di proporre ciò che voglio e che vuole il popolo di strada! E infine forza Roma sempre… in tutti i "Sensi…"

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