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“Vexillum Transparent”, ecco la personale di Daniel Muñoz

“Vexillum Transparent”, ecco la personale di Daniel Muñoz

Dal 20 gennaio al 25 febbraio presso la Galleria Varsi ospita la mostra dell'artista spagnolo

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mercoledì 17 gennaio 2018 17:10

Sabato 20 gennaio in pieno centro a Roma, presso la Galleria Varsi, sarà presentata “Vexillum Transparent”, la mostra personale di Daniel Muñoz. L'esposizione durerà fino a domenica 25 febbraio, l'ingresso è libero. Muñoz è un artista spagnolo, ha iniziato il suo percorso artistico negli anni '90 cominciando a scrivere sui muri nel suo paese natale. Successivamente si è trasferito a Madrid dove ha frequentato il corso di Belle Arti presso l'università Complutense. L'artista si è da subito impegno nella realizzazione di progetti di arte pubblica pittorici, installativi e partecipativi.

Nella mostra l’attenzione di Muñoz si basa sugli spostamenti, sull'uomo appunto che si muove, andando a soffermarsi sul significato e sulle conseguenze che il suo spostarsi nello spazio ha nella società. Se parliamo di spostamenti, ovviamente siamo in stretta connessione con il più interessante di questi, che nella nostra società è senza dubbio il turismo. Ai giorni d'oggi, ormai, spostarsi da un posto all'altro è diventato semplicissimo, il turismo è la base per tante economie. La mostra analizza il concetto di turismo ponendo degli interrogativi: il turismo è invasione o sviluppo? Quali conseguenze ha l’esperienza turistica sul sistema mondiale? I luoghi sono ancora in grado di produrre significati? E noi quali significati possiamo attivare nell’incontro con l’altro e con l'altrove?

A rispondere a queste domande è lo stesso artista: «Ho cominciato a considerare il mio interesse per il turismo da una prospettiva diversa a causa delle proteste anti-turismo che si sono svolte in Spagna la scorsa estate, principalmente a Barcellona. Sono stato fortemente attratto dagli aspetti visivi o estetici di questa situazione. I manifestanti erano principalmente gruppi di giovani che per vari motivi volevano difendere l’“integrità” della loro città o provincia, o del loro paese».

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