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Argentero e Fresi in sala con Al posto tuo

Argentero e Fresi in sala con Al posto tuo

I due attori protagonisti del film di Max Croci, si scambiano ruolo e famiglie, tra la vitalità di Luca e la cucina di Stefano

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giovedì 29 settembre 2016 16:56

Sono la coppia del momento. In sala da oggi, Luca Argentero e Stefano Fresi sono nel nuovo film di Max Croci, con Ambra Angiolini, Al posto tuo. I due sono coinvolti in un insolito gioco di scambio dei ruoli che sembra preso in prestito da un reality: Luca Molteni (Argentero) e Rocco Fontana (Fresi) sono i direttori creativi di due aziende di ceramiche e sanitari sull’orlo della fusione e si sfideranno per conquistare l’unico posto di responsabile nella nuova società. Molteni è un uomo affascinante, single per scelta e ha un gran successo con le donne. Fontana (Fresi) è sposato con Claudia (Ambra Angiolini), ha tre figli, una casa in campagna ed è perennementea dieta. Le qualità dell’uno sembrano mancare all’altro e proprio per questo l’azienda decide di far loro una “proposta indecente”: un vero e proprio “scambio di vite” per cercare di capire (e accettare!) le rispettive abitudini e gli immancabili segreti. Un gioco di ruoli e di estremi che ricorda Poli opposti, sempre con Argentero e diretto proprio da Croci, in cui un terapista di coppia si scontrava (e incontrava) con un’avvocatessa divorzista.

 

Luca Argentero, in questo gioco di estremi e scambi di ruoli in cui ti infila Croci, ci sono dei punti di contatto con il personaggio che interpreti in Al posto tuo? «Per fortuna qui non ce ne sono perché, diciamocelo, Luca Molteni non è una bella persona. L’unico piccolo punto di contatto è che è pignolo su quello che mangia, la forma fisica che per me rappresenta la voglia di star bene ed essere sano, non perché sia particolarmente narcisista, comemi vedi anche adesso sono abbastanza sciatto (ride)». 

 

Quali sono i criteri con cui selezionate i progetti in cui lavorare? 

Fresi: «La prima cosa è la sceneggiatura. Secondo il cast, terzo il regista, però la cosa più importante è che mi deve piacere il film, poi se scopro che c’è un attore con cui mi trovo bene allora è meglio, poi se il regista è simpatico diventa il massimo».

Argentero: «Sottoscrivo tutto, ma vorrei precisare che non c’è tutta questa possibilità di scegliere. Non capita così spesso che uno riceve così tante offerte da potersi permettere di selezionare i progetti». 

 

Come è stato il vostro rapporto sul set durante le riprese? 

Argentero: «Molto buono. Abbiamo cucinato per tutta la troupe, Stefano è bravissimo, è uno chef mancato».

Fresi: «Mi sono sbizzarrito con preparazioni a base di verdure crude, humus di ceci, insalate particolari, polpette. Mi sono molto divertito». 

 

Il film si basa sullo scambio di ruoli. Facendo un gioco, con chi fareste a cambio tra vip, politici o personaggi famosi? 

Argentero: «Uno sportivo, uno importante, ma in questo preciso momento storico farei a cambio con Hillary Clinton: vorrei fare gli ultimi 40 giorni di campagna elettorale al posto suo».

Fresi: «Io con Totti nel giorno del suo compleanno, per avere gli auguri di tutto il mondo dello sport».

 

L’idea alla base della vicenda di Al posto tuo ricorda anche un reality, come Cambio Moglie. Tu Luca hai vissuto quella esperienza, lo rifaresti? E tu Stefano, parteciperesti a un reality? 

Argentero: «Per me aveva senso all’epoca, da perfetto sconosciuto, a 24 anni. Oggi non lo avrebbe più, a 38 anni, con il mio bagaglio. Anche il Grande Fratello Vip non è una cosa che farei oggi. Aveva senso allora, lo ricordo con affetto perché fu un’esperienza divertente, giusta per quel momento».

Fresi: «A 20 anni probabilmente lo avrei fatto. Oggi no, non perché abbia dei pregiudizi nei confronti dei reality, ma perché sono un po’ geloso del mio privato e sono convinto che chi fa il nostro mestiere debba essere amato, odiato, giudicato e considerato per il lavoro che fa. Nel momento in cui scopre il fianco al suo modo di essere, secondo me si spoglia più di quanto dovrebbe e rischia che l’idea che uno si fa dell’uomo infici l’idea che uno si fa dell’artista».

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