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Diego Abatantuono: «Milan, occhio: i cinesi possono diventare una comica»

Diego Abatantuono: «Milan, occhio: i cinesi possono diventare una comica»
© LaPresse

L'attore, protagonista al cinema dal 19 ottobre con il film "I babysitter", ha commentato il momento rossonero: «Maldini ha detto no? Le sue ragioni non sono state economiche. Purtroppo abbiamo mandato via in blocco tutti i senatori di questo club. Insulti a Montolivo sui social? Dovrebbero vergognarsi»

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 Simone Zizzari

mercoledì 12 ottobre 2016 15:17

ROMA - Il prossimo 19 ottobre arriverà nelle sale italiane "I babysitter", una commedia tutta da ridere con un cast d'eccezione, da Diego Abatantuono a Francesco Mandelli e Paolo Ruffini. Il film scritto e diretto da Giovanni Bognetti in realtà è il remake del capolavoro francese con tante contaminazioni e variazioni tutte italiane. Prodotto dalla “Colorado film” (in collaborazione con Medusa Film e Mediaset Premium) il film è godibile e leggero quanto basta per portarsi a casa un voto molto alto. Merito di gag divertentissime e di attori capaci di immedesimarsi al meglio in una storia che dura in totale 84 minuti

LA STORIA - Andrea (Francesco Mandelli) sogna di diventare un procuratore sportivo e lavora nello studio del celebre agente di campioni Gianni Porini (Diego Abatantuono). L’improvviso bisogno di Porini e signora di un babysitter sembra perciò presentare all’astuto Andrea l’occasione della vita: accudire il capricciosissimo Remo (Davide Pinter) potrebbe renderlo infatti affidabile agli occhi del grande Capo e spalancargli così le porte del successo professionale. Ma la ghiotta opportunità di crescita e di futuro si trasformerà presto in un esilarante tourbillon di lazzi, frizzi e scombinatezze varie grazie agli amici del cuore di Andrea: Aldo (Paolo Ruffini) e Mario (Andrea Pisani). Due devastatori seriali che, nell’intento di festeggiare proprio il compleanno di Andrea,  faranno di quella serata in villa la location di una festa totalmente fuori controllo. 

VIDEO, L'INTERVISTA A DIEGO ABATANTUONO SUL MILAN

Abbiamo incontrato Diego Abantuono, star della pellicola e grandissimo tifoso del Milan. Ecco la nostra intervista:

Lei nel film è un procuratore sportivo: quale calciatore si sentirebbe di consigliare al Milan? 

«Sarebbe un consiglio che andrebbe a vuoto visto che Montella ha certamente più chiare le necessità della rosa. Sicuramente servirebbe un centrocampista di grande talento e di grande visione di gioco. Fabregas? Beh, ci sono dei momenti nella storia rossonera (e questo è uno di quelli) che tu puoi fare un nome a caso e andrebbe comunque bene».

Cosa ne pensa delle minacce di morte ricevute da Montolivo sui social?
«Chi lo ha fatto è stato un imbecille. Montolivo si può criticare come giocatore ma non sicuramente come persona. E poi scusa, perchè augurare la morte ad un giocatore che si è già fatto male? Magari ad uno sano sarebbe stato meglio. Ovviamente sto scherzando».

Paolo Maldini ha rifiutato un ritornoal Milan come dirigente, ha saputo?
«Maldini non è uno stupido, se glielo hanno proposto e lui non ha accettato è perchè probabilmente non reputava adeguata la proposta e non mi riferisco ad una questione economica. A me comunque piacerebbe molto rivederlo. Purtroppo paghiamo ancora un periodo in cui tutti i grandi rossoneri in squadra o nel club sono stati mandati via in blocco, ovvero nell'ultima fase di Allegri o quando l'anno prima era stato ceduto Pirlo. Quello è stato il momento dove si è disgregata la squadra. Sarebbe bastato fare degli addi scaglionati con i necessari rinforzi e la cosa sarebbe stata quasi indolore. Non penso che sia stata colpa di Allegri ma è tutto coinciso sotto la sua gestione. Se dovesse rientrare qualche leader rossonero carismatico non sarebbe male ma di certo dovrà andare d'accordo con la nuova proprietà cinese, sempre che effettivamente abbia comprato il Milan. E soprattutto bisognerebbe capire chi sono queste persone visto che al momento è tutto molto nebuloso».

Quindi al momento i cinesi del Milan sono più una commedia o un dramma? 
«Per ora siamo sulla commedia brillante perchè ancora non si è capito bene il tutto. Il rischio è che potremmo scivolare sul comico secco oppure rientrare in una commedia di qualità. Speriamo che si realizzi quest'ultima ipotesi».

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