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Viggo Mortensen: «Totti lo ammiro moltissimo. Mourinho mi sta davvero antipatico»

Viggo Mortensen: «Totti lo ammiro moltissimo. Mourinho mi sta davvero antipatico»
© LaPresse

Abbiamo intervistato l'attore americano che al Festival di Roma ha presentato il film Captain Fantastic: «Tifo San Lorenzo de Almagro, spero si possa fare la rivincita con la Roma. Da ragazzo ho ammirato moltissimo Gigi Riva»

 Simone Zizzari

venerdì 21 ottobre 2016 18:55

ROMA - Viggo Mortensen tornerà al cinema a dicembre con un film che al Festival del Cinema di Roma ha ricevuto tanti, tantissimi applausi. Si tratta di Captain Fantastic, un film di Matt Ross che esalta le qualità indiscutibili dell'attore americano. Mortensen, famoso anche per il ruolo di Aragorn nella trilogia del Signore degli Anelli, è un padre sui generis che cresce i figli dentro i boschi del Pacific Northwest a metà strada tra i precetti di Rousseau e le critiche alla società americana di Noam Chomsky. Captain Fantastic ha trionfato a Cannes e a Sundance Festival e ora è pronto a sbarcare in Italia. Durante il giorno della proiezione in anteprima a Roma abbiamo avuto la possibilità di incontrare l'attore 58enne per parlare con lui di cinema, progetti futuri e sport. Calcio, in particolare. 

In Captain Fantastic lei interpreta un ruolo difficile, quello di un padre che fa crescere i propri figli in una foresta, lontani dai vizi della città. Lei in realtà che tipo di padre pensa di essere?
Io cerco di essere un padre onesto, almeno ci provo. Spero di insegnare questa dote anche a mio figlio. Ammiro molto il papà del film e appoggio anche alcune sue scelte. Lui però è estremo, un rivoluzionario, io lo sono un po' meno. 

Come si è preparato fisicamente ad affrontare un ruolo non facile dove il corpo ha una parte molto importante della narrazione? 
Ci siamo addestrati in un boot camp. Abbiamo lavorato moltissimo ma il cast in quei 15 giorni si è avvicinato moltissimo, siamo diventati una famiglia. Io ho dovuto imparare a scalare, a parlare lingue che non conoscevo. E' stato molto divertente e costruttivo. Sul set ho cercato di essere molto flessibile visto che recitavo con dei ragazzi ancora molto giovani che non sempre rispettavano le indicazioni del regista. 

In che modo si pone nei confronti della tecnologia?
Il problema è sempre lo stesso: in che modo e quanto la usi. Se la utilizzi per migliorare la tua vita, per avere dei feedback immediati su ciò che dici o fai allora  va bene, se invece la usi per conservare i tuoi privilegi o per isolarti dalle persone che ti circondano, allora diventa dannosa. Il mio rapporto con la tecnologia è normale: ho un telefono, un computer che uso per il mio lavoro, per scrivere, per mandare mail e lavorare le foto. Poi posso comunicare con i miei familiari. Ma non vado oltre anche perchè non ho molto tempo per restare al passo con la tecnologia. 

Dopo questo film quali sono i suoi progetti futuri?
Ho appena finito di registrare un album musicale con il piano, è strumentale. Ho scritto tre sceneggiature e mi piacerebbe dirigere un film il prossimo anno come regista. Se mi spaventa fare il regista? Amo le storie di cinema e mi ci tuffo volentieri. 

Questi progetti hanno già un titolo? 
Non lo dico per scaramanzia, lo farò dopo la prima giornata di riprese. 

Quanto è importante per lei lo sport? Nel film ci sono molte scene dedicate all'allenamento fisico quotidiano della famiglia... 
A me piace molto vedere e giocare a calcio. Il pallone mi ha sempre entusiasmato come l'equitazione. Tifo per il San Lorenzo de Almagro (la stessa squadra per la quale tiene Papa Francesco, ndr.). 

C'è un giocatore italiano che le piace in modo particolare?
Eh, ce ne sono tantissimi, soprattutto legati alla mia infanzia quando abitavo in Argentina. Di calciatori italiani ti dico Gigi Riva, mi esaltava quando gicoava in Nazionale, riusciva a fare dei gol bellissimi.

Siamo a Roma, non posso non chiederle di Totti che a 40 anni ancora incanta con le sue giocate.
E' vero, lo stimo tantissimo. Conservo ancora una sua maglia da gioco che mi diede in passato. Sta ancora a casa mia e ne vado fiero. Purtroppo ha sputato in faccia ad un giocatore danese nel 2004 ma nessuno è perfetto. A parte quell'episodio ammiro molto la sua scelta di giocare tutta la carriera per la squadra della sua città. E' una storia bellissima che merita il massimo rispetto. Però una cosa vorrei dirla, posso?

Ci mancherebbe, prego.
Mi piacerebbe vedere la rivincita della partita fra la Roma e il San Lorenzo (l'amichevole per il Papa la vinsero i giallorossi per 2-1 all'Olimpico lo scorso 3 ottobre). Magari stavolta si potrebbe organizzare a Buenos Aires però.

Un'ultima domanda: è vero che le sta antipatico Mourinho?
Non è un punto di vista ma la realtà: Mourinho è proprio una persona antipatica. Comunque non è un mio problema.

 

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