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Gabriele Mainetti: «Totti? La sua carriera è un film stupendo»

Gabriele Mainetti: «Totti? La sua carriera è un film stupendo»

Il regista di 'Lo chiamavano Jeeg Robot' è stato fra i protagonisti della serata-evento Anlaids a Roma. Con lui abbiamo parlato di calcio e (un po') di cinema

 Simone Zizzari

mercoledì 14 giugno 2017 22:48

ROMA - «Sono felice dell'arrivo di Di Francesco anche se mi dispiace per come è andata a finire la storia di Spalletti alla Roma». Il regista rivelazione Gabriele Mainetti non è solo il padre cinematografico di quel gioiello che porta il nome di "Lo chiamavano Jeeg Robot" ma è anche un romanista convinto dalla nascita. Abbiamo incontrato il regista 40enne a Roma in occasione dell'evento Anlaids, l'associazione impegnata nella lotta all’HIV che quest’anno si impegna a diffondere il messaggio della prevenzione soprattutto ai giovani. «Sono un tifoso vero e come tutti mi è dispiaciuto non vincere nulla nella passata stagione nonostante il record di punti conquistati in campionato. Spalletti? Non ho avversione per lui. Al di là delle competenze tecniche credo che Luciano non abbia saputo gestire al meglio il rapporto con la tifoseria. Totti? E' un personaggio davvero unico per quello che ha rappresentato per la squadra e per la nostra città. Francesco è stato un grande e non ha mai mollato nella sua carriera, anche nei momenti difficili. La Roma è stata la sua seconda famiglia e per questo la sua carriera è stata un film magnifico. Se tornerò sul set? Certo, lo farò presto. Il mio secondo film è attualmente in fase di preparazione, l’idea è quella di iniziare a girare intorno a gennaio 2018. Ma per ora non posso svelarvi altro. Un sequel di Jeeg Robot? Non ho mai detto che non voglio farlo, ho solamente detto che non ho voglia di farlo adesso come secondo film. In questo momento sento l’urgenza e il desiderio di raccontare altro. Forse in un futuro un sequel ci sarà, chi lo sa», ha concluso Mainetti.

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