IN Roma

Gusto

Vedi Tutte
Gusto

Caffè Vergnano 1882 prosegue nella conquista di Roma

Caffè Vergnano 1882 prosegue nella conquista di Roma

A maggio 2017 l'apertura di tre nuove caffetterie: a Piazzale Flaminio, Viale di Trastevere e nel nuovo Terminal 3 dell'aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino

Sullo stesso argomento

 

venerdì 12 maggio 2017 12:13

Il progetto Caffè Vergnano 1882 continua a crescere e porta la sua catena di caffetterie nella Capitale con tre nuovi locali inaugurati nel mese di maggio, dal cuore di Roma, a Piazzale Flaminio e a Viale di Trastevere, alla location più internazionale nel nuovo Terminal 3 dell'aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino. I nuovi caffè si aggiungono ai due già aperti all'interno di Eataly Ostiense e del centro commerciale Euroma2.
Un traguardo importante, per un'avventura iniziata nel 1882 a Chieri, sulle colline torinesi, dove il fondatore Domenico Vergnano diede inizio all'attività di torrefazione, e proseguita poi fino agli anni 2000 con l'apertura di caffetterie sia sul territorio nazionale che internazionale. Attualmente i locali sono 120 in tutto il mondo, una vera e propria rete del caffè che serve ai clienti oltre 50 mila espressi al giorno, per mano dei 500 esperti baristi Caffè Vergnano.
Il design Team ha saputo creare un format di successo, con un progetto ogni volta unico, che cerca un allineamento al contesto culturale in cui andrà a trovarsi, e con locali dall'atmosfera contemporanea e suggestiva. L'unione tra il know how italiano e il respiro internazionale si rispecchia anche nelle proposte del menù, dalle preparazioni a base di espresso a piatti della tradizione nazionale che strizzano l'occhio al resto del mondo.
Lo sviluppo esponenziale dell'azienda non accenna a fermarsi: dopo le aperture a Singapore, Mosca, Boston, Milano, Napoli e Roma, nei prossimi mesi il Caffè Vergnano 1882 accenderà le sue insegne in Olanda, Russia e Grecia, per portare la qualità del Made in Italy nel mondo, e in Italia per contrastare l'arrivo delle insegne estere, che ben poco hanno a che vedere con il vero espresso italiano.

Articoli correlati

Commenti