La bella è la bestia, quando l’apparenza non è tutto
Raffaella Rea e Simone Gandolfo protagonisti al Teatro Golden della commedia che ironizza sugli inaspettati problemi dell'essere belli
Per l'affascinante psicologa Giulia Ciccarelli la bellezza è un problema. I pazienti si innamorano di lei, le fanno avances mettendola a rischio ogni volta di dannosi transfert. La bella è la bestia, commedia inedita diretta da Massimo Natale, porta così in scena le inaspettate conseguenze dell'essere belli tra teneri e ironici equivoci, riflessioni, sentimento e il tocco finale alla Woody Allen.
Raffaella Rea e Simone Gandolfo sono i protagonisti, due volti noti della fiction italiana che debuttano, domani 23 febbraio, per la prima volta insieme sul palcoscenico del Teatro Golden di Roma.
Come fare a vivere e svolgere il proprio lavoro serenamente quando la propria bellezza diventa una minaccia? Tutti credono che la bella presenza sia tutto, ma nessuno in realtà pensa all'effetto psicologico che ha sugli altri.
Quattro sono i dolori comuni dell'essere belli: meno probabilità di essere assunti (potrebbe creare invidia sul posto di lavoro); percezione di avere meno talento (secondo il paradigma bellezza=stupidità); la fortuna ti ha aiutato (essere belli porta vantaggi); e ultimo essere rifiutati dalla società (venir messi da parte perché ritenuti pericolosi da parte dei membri dello stesso sesso).
Photo Credit: Domenico Di Ruocco
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