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Le squadre che inventarono il calcio e Alberto Bucci si racconta

Un viaggio romantico e divertente tra le prime squadre di calcio fondate. E poi Alberto Bucci, tre scudetti con la Virtus Bologna, racconta il suo basket e la sua vita

di Massimo Grilli

venerdì 22 maggio 2015 17:45

Tutto ebbe inizio a Sheffield, nel nord dell’Inghilterra, quando due appassionati di cricket fondarono il 24 ottobre del 1857 lo Sheffield Football Club, quello cioè che è universalmente considerato il primo club calcistico al mondo, come ancora oggi lo stemma della società (che milita nella Division One, ottavo livello del campionato inglese) ricorda. A Sheffield qualche anno dopo si misero poi per iscritto le prime regole del nuovo gioco - le cosiddette “Sheffield rules” - e il pallone cominciò velocemente a rotolare, ingrossando rapidamente il numero dei proseliti. Fin qui, tutto bello ma ampiamente conosciuto. La bravura dei quattro appassionati che hanno dato alle stampe questo gioiellino è stata quella di voler partire idealmente proprio da Sheffield per illustrare e parlarci dei primi club, quelli cioè che hanno contribuito con la loro passione pioneristica alla diffusione dello gioco del calcio. Schede, foto, stemmi e maglie per ogni società, in gran parte anglosassoni ma troviamo anche le prime società fondate in Europa, dalla tedesca Monaco 1860 ai maltesi del St. George’s F.C. - passando naturalmente per il nostro Genoa Cricket and Football club, anno di nascita 1893 - per poi cambiare continente e svelarci i pionieri argentini (Gimnasia Y Esgrima La Plata), brasiliani (il Flamengo), Stati Uniti, Messico, Uruguay, Africa, fino all’India (il Mohun Bagan è del 1889). Con tutti i siti di riferimento delle squadre di cui si parla. Un libro per appassionati, un libro da non mancare, im vendita anche sui siti "ipionieridelpallone.eu" e "Urbone.eu".
I PIONIERI DEL PALLONE, dagli albori ai giorni nostri; di Stefano Balzaretti, Alfredo D’Alessandro, Maurizio Siviero e Riccardo Zanini; 207 pagine, 15 euro.

«Non andrò in pensione aspettando che la morte mi venga a cercare, ma proverò ad andare avanti adoperando tutte le mie energie fino in fondo, perché anche se le gambe mi daranno qualche problema, ma il cervello resterà attivo, riuscirò perfino a volare». Con tre scudetti in bacheca (vinti tutti con la Virtus Bologna), più quattro coppe Italia e una Supercoppa (senza dimenticare le tre promozioni in A1 ottenute con tre società diverse, Fabriano, Livorno e Verona) Alberto Bucci fa parte della storia del nostro basket. Qui si racconta al cronista Basagni e all’amico Marinucci - suo vice-allenatore nonché autore di poesie - regalandoci riflessioni che vanno ben oltre i confini di un campo di basket. Bucci, figlio della Bolognina, il quartiere di Bologna dove è nato anche Cazzola, che fu suo presidente alla Virtus, ha condotto tante battaglie, sul parquet e fuori, magari non tutte vinte ma combattute sempre con la schiena dritta, con il piacere di difendere le proprie idee con un approccio il più possibile costruttivo. Questo libro è una singolare e interessante testimonianza a più voci, dove si passa con disinvoltura dall'esperienza come padre ai suoi trionfi storici nei palazzetti, dalle amicizie con esponenti di altri sport (Ancelotti soprattutto) alle recenti vittorie come allenatore delle Nazionali Master, maschili e femminili.
FUORI TEMPO, riflessioni di un coach tra vita e canestri; di Alberto Bucci con Maurizio Marinucci e Andrea Basagni; Minerva Edizioni, 184 pagine, 15 euro.

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