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L'anno (quasi) perfetto della Juve e le famigerate imprese del Millwall

L'anno (quasi) perfetto della Juve e le famigerate imprese del Millwall

Partita per partita, foto dopo foto, l'ultima stagione della Juventus, dal quarto scudetto consecutivo alla finale raggiunta in Champions league. E poi fatti e misfatti della tifoseria del Millwall, la più temuta della Gran Bretagna.

 Massimo Grilli

sabato 4 luglio 2015 19:03

E’ un libro dedicato alle legioni di tifosi juventini, per ripercorrere grazie ad un commento sintetico di tutte le partite ufficiali e a tante belle foto l’ultima trionfale stagione della squadra di Allegri. Si parte il 30 agosto 2014, con il vittorioso debutto in campionato sul campo del Chievo (1-0, autorete di Biraghi) per chiudere con le lacrime del 6 giugno scorso, subito dopo la straordinaria e sfortunata partita contro il Barcellona nella finale di Champions League. In mezzo tante, tantissime vittorie, il duello iniziale in campionato con la Roma - poi progressivamente rimasta indietro a forza di pareggi - la sconfitta ai rigori nella Supercoppa italiana di Doha, il successo - il decimo - nella finale di Coppa Italia e soprattutto il cammino splendido in Europa con il doppio trionfo sul Borussia Dortmund e la qualificazione alla finale a spese del Real Madrid come vette di una stagione quasi perfetta, come recita il sottotitolo del libro. Le immagini, come già detto, sono la colonna portante di questo libro: foto di abbracci, di sorrisi, di mani tra i capelli dopo un’occasione mancata  o una rete subita. Foto dei campioni piùpopolari, dei giocatori che già appartengono al passato della Juventus - basti pensare a Pirlo e Tevez - foto dei tifosi bianconeri, il grande collante che ha tenuto unite (e continuerà a farlo) le varie anime della Juventus. Aspettando la nuova stagione, inseguendo nuovi record.
SIGNORA, DICA 33, cronache di una stagione quasi perfetta; testi di Mario Guglielmi, fotografie di Stefano Gnech e Federico Tardito; Bradipolibri, 180 pagine, 12 euro.

«A volte ti chiedono: "Per che squadra tifi?“. Quando rispondi Millwall, l’espressione della gente cambia, di solito resta scioccata. E’ bello non essere il solito tifoso della domenica che segue lo United o l’Arsenal. Gli hooligan del Millwall sono i veri tifosi di calcio. Siamo più appassionati degli altri perché noi lottiamo per il nostro club e il nostro territorio». Effettivamente, a leggere le cronache violente - chiaramente di parte - di questo libro, c’è da restare sconcertati. E’ una sorta di polifonia violenta, di un coro di voci - tutte anonime - che racconta le furiose scorribande contro le altre “firm” (le ditte, a significare un gruppo di ultras) del campionato inglese, con qualche rara (solo per colpa dei piazzamenti mediocri della squadra) scorribanda in Europa. Il Millwall, società del Nord di Londra di forte connotazione operaia, nata su una delle sponde del Tamigi - per questo i suoi sostenitori si chiamano Dockers, i portuali - è famosa infatti più per la violenza dei suoi tifosi che per i risultati del club, attualmente in seconda divisione. In particolare modo sono temuti i suoi incroci con gli ultras del West Ham, squadra sorta sulla sponda opposta del Tamigi, e basta andare su YouTube per farsi un’idea di quello di cui sono capaci le due tifoserie. Tra le imprese di personaggi come Harry The Dog e attacchi alla politica thatcheriana, tante storie dal 1960 ad oggi, compresi i terribili disordini di Luton del 1985 e la ‘Mad Season’ (la stagione pazza) del 2001/02. Un reportage in presa diretta di quello che davvero pensano (e fanno) gli hooligan più temuti della Gran Bretagna.
NON PIACCIAMO, NON C’IMPORTA, storie vere da Millwall, la più famosa curva hooligan del Regno Unito; di Andrew Woods, Libreria dello Sport Edizioni, 335 pagine, 13 euro

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